L’AQUILA – I Giovani Democratici L’Aquila esprimono massimo sostegno e solidarietà agli studenti aquilani protagonisti delle occupazioni di questi giorni.
“La legge Aprea – affermano i GD nella nota a firma Albano e Giordano – tanto voluta dall’ex ministero Meloni, sta demolendo la rappresentanza studentesca mentre prevede l’accesso negli organi decisionali degli istituti superiori per privati ed imprese, con la ratio di individuare gli interessi delle imprese non come ‘di parte’ bensì collegiali e permettendo loro di incidere sulle scelte riguardanti il POF (piano di offerta formativa) con la degradante eventualità di vedere pesanti differenziazioni anche fra istituti dello stesso indirizzo. Il rischio è veder prevalere la logica del profitto anche nella gestione di uno dei beni instimabili di cui la nostra società è in possesso: la formazione delle nuove generazioni. Il tutto in un momento nel quale gli inesorabili tagli del governo Monti vedono un progressivo assottigliarsi delle risorse a disposizione degli istituti superiori finalizzate a garantire la qualità didattica”.
“Nella nostra città il problema arriva ad amplificarsi notevolmente a causa delle difficili condizioni legate al post sisma ed alle ripercussioni
che questo crea nel mondo dell’istruzione aquilana. La necessità di individuare strutture a norma, di manutenere i M.U.S.P. e di garantire la sicurezza per gli studenti si lega al naturale bisogno degli studenti di trovare spazi di aggregazione e di studio, funzione alla quale, potrebbe assolvere la scuola stessa semplicemente restando aperta il pomeriggio ed offrendo possibilità di attività extrascolastiche o di autogestione dei ragazzi”.
“Per i suddetti motivi riteniamo le occupazioni degli studenti aquilani un valido strumento di protesta e di sensibilizzazione, oltre a fornire un necessario spazio di riflessione ed aggregazione per gli studenti. Deploriamo i tentativi di coloro che cercano di sminuire il valore di tale protesta, soprattutto per mezzo di servizi giornalistici dal confuso messaggio politico”.





