L’AQUILA – Un altro “scippo” di uffici pubblici ai danni dell’Aquila si profila all’orizzonte.
Dopo la localizzazione della sede della Corte d’Appello e poi di quella dell’Agenzia del Lavoro, contese tra il capoluogo e Pescara, si apre un nuovo “caso”, questa volta sull’apertura di uno sportello del Ministero dello Sviluppo Economico, non nel capoluogo di regione ma nella città adriatica.
La proposta è arrivata da Roma sul tavolo del vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che si dice impegnato a capirci qualcosa in più.
“Voglio prima chiarire di cosa si tratti, se è una struttura di una qualche utilità, per questo ho chiesto chiarimenti al ministero”, spiega ad Abruzzoweb.
La circolare in cui si fa riferimento alla sede pescarese “è molto imprecisa, si parla di uno sportello interregionale che si dovrebbe aprire a Pescara. La settimana scorsa ho inviato una lettera di richiesta di chiarimenti e nei prossimi giorni andrò di persona all’ufficio competente per capire”.
Probabilmente, così come per la sede dell’Agenzia del Lavoro, il governo avrà ritenuto che nel capoluogo abruzzese in fase di ricostruzione post-sisma “non è disponibile alcun immobile” per ospitare uffici pubblici.
Più che il luogo geografico scelto come “sede”, per Lolli però è importante che si tratti di una struttura produttiva.
“Spesso ci mettiamo a discutere se una struttura sta all’Aquila o a Pescara – dice – e poi neanche la utilizziamo. Per esempio, abbiamo uno sportello ‘Apre’ (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea , ndr) sui fondi comunitari diretti. Nessuno sa cosa sia, sono io che sto tenendo seminari in tutto Abruzzo per farla conoscere visto che si tratta di una cosa importante per i finanziamenti alle imprese”.
“Forse c’è poca abitudine a usare questi sportelli, o forse non funzionano adeguatamente. Ma non vengono usati per niente dalle imprese. Quindi anche per questo futuro sportello, prima capiamo di cosa si tratta e se possa essere utile”, conclude.
La cosa certa è che se il governo dovesse andare avanti su questa linea, non mancherebbero polemiche e proteste da parte di cittadini e istituzioni. Sul caso dell’Agenzia del Lavoro, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si era detto “umiliato perché il testo sembra rappresentare l’immagine di una città ormai distrutta e priva di speranze” riferendosi ai contenuti dello “Schema di decreto legislativo” redatto dal governo.






