L’AQUILA – Presidio di protesta, questa sera alle 20, davanti al ristorante Parkeller di Collebrincioni, all’Aquila, contro Caio Mussolini, pronipote del Duce, candidato di Fratelli d’Italia alle europee del prossimo 26 maggio, nella circoscrizione Sud.
Ad organizzarlo, secondo quanto appreso, la sezione Anpi dell’Aquila insieme ad Articolo Uno-Mdp.
La polemica, che va avanti da giorni, è nata a seguito della decisione di Daniele D’Angelo, consigliere comunale dell’Aquila capogruppo di Benvenuto presente e proprietario del ristorante Parkeller, di ospitare l’incontro elettorale, in programma questa sera, nel suo locale.
Nei giorni scorsi, oltre all’Anpi dell’Aquila, era insorto anche il circolo aquilano di Sinistra italiana scrivendo sui social: “ora sappiamo dove non andare mai a cena”. A lanciare bordate, l’abruzzese Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Sinistra Europea: “Mussolini è il cognome di un assassino. Il nipote chieda almeno scusa per i crimini del nonno”, ha affermato.
Per il responsabile aquilano dell’Anpi, Fulvio Angelini, “non meriterebbe alcun commento una persona dal nome pomposo, un po’ ridicolo e al tempo stesso drammaticamente triste. Ma la sua vergognosa presenza a Collebrincioni, rinnoverà la memoria del sacrificio dei Nove Martiri aquilani, il nobile martirio di nove giovani che – rifiutando di arruolarsi nell’esercito dell’invasore tedesco – scelsero di combattere per la libertà dell’Italia, ma traditi da qualche ignobile fascista locale furono catturati dai nazisti proprio a Collebrincioni, portati all’Aquila e fucilati alle Casermette il 23 settembre del 1943. Gli eredi del fascismo, gli eredi di quell’eccidio, troveranno domani – ad accoglierli a Collebrincioni – la memoria viva di quei ragazzi, la storia di nove veri patrioti, il ricordo della loro bontà, del loro coraggio, della dignità con cui si sacrificarono per riscattare l’Italia dalla vergogna fascista -si legge ancora nella nota di Angelini.
Dal canto suo, D’Angelo ha cercato di smorzare le polemiche: “Dall’estrema sinistra all’estrema destra, le porte del mio ristorante sono aperte a chiunque voglia organizzare una cena elettorale”. E ha aggiunto che “bisogna scindere il mio ruolo politico-amministrativo dal mio lavoro come imprenditore”.





