L’AQUILA – Via libera al Museo nazionale d’Abruzzo all’ex mattatoio dell’Aquila.
È infatti arrivato l’ok definitivo dalla Giunta comunale del capoluogo agli interventi di messa in sicurezza contenuti nel progetto presentato dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo relativo al restaturo e ristrutturazione dell’ex mattatoio comunale, dove sarà collocata la sede temporanea della struttura museale, ospitata fino al 6 aprile 2009 al Forte spagnolo cinquecentesco, danneggiato dal sisma.
I lavori dovrebbero terminare nel 2013, e nel cantiere aperto a giugno si procede alla messa in sicurezza sismica del plesso, sul quale l’amministrazione aveva vietato demolizioni e per il quale è necessario operare una variazione urbanistica dell’area.
A novembre il Mibac ha illustrato i contenuti del progetto, spiegando gli interventi di smontaggio dei due corpi intermedi a copertura di piana, compresi i tre coperti a capanna, come riporta il documento approvato dall’esecutivo.
Nel corso della riunione è stato precisato che l’intervento “si rende necessario per conseguire il miglioramento sismico dell’intero complesso edilizio e prevederà il successivo integrale ripristino di detti corpi intermedi, con la riproposizione delle loro caratteristche morfo-tipologiche e della loro configurazione architettonica tale da restituire all’opificio nel suo complesso e le sue caratteristiche originarie”.
Interventi che coincidono con quanto previsto nel piano di ricostruzione dell’Aquila, in base al quale le disposizioni del Prg vigente “consentono, ove nel caso, interventi di ripristino, anche nel restauro conservativo, dell’intero volucro dell’edificio asserendo in tal modo la possibilità di effettuare demolizione, necessaria per la salvaguardia del complesso della struttura muraria, e ripristino di quelle parti fortemente danneggiate dal sisma per le quali il restauro transita, in applicazione delle tecniche costruttive e antisismiche, obbligatoriamente attraverso uno smontaggio delle parti interessate dai crolli totali o parziali e successivo ripristino di componenti edilizie (strutturali e non) dell’edificio”.
E, infatti, la direzione regionale ha informato il Comune, proprietario dell’edificio ceduto con la formula del comodato d’uso gratuito, che il progetto di restauro prevede demolizioni controllate per parti di edificio (i due corpi intermedi a copertura piana) in funzione di un ripristino integrale (…) mantenendo tutti i caratteri particolari dell’opificio”.
Con queste garanzie la Giunta ha approvato gli interventi di demolizione e ripristino integrale previsti nel progetto per l’ex mattatoio, rinviando, invece, a un atto successivo la variazione urbanistica dell’aria.





