L’AQUILA – È morto per annegamento dopo essere caduto in un canale irriguo del fiume Vera, a Paganica, frazione del comune dell’Aquila, il 36enne muratore albanese, Edmond Preka, trovato morto venerdì mattina dopo che la moglie aveva denunciato la scomparsa non avendolo visto rientrare a casa nella notte. 

Lo ha stabilito l’autopsia effettuata all’ospedale dell’Aquila sul corpo del giovane dall’anatomo patologo incaricato dalla procura della repubblica dell’Aquila Giuseppe Calvisi che in una prima relazione fatta al pm e ai carabinieri ha parlato di morte sopraggiunta tecnicamente per asfissia. 

Queste prime risultanze non sciolgono però i nodi sulla scomparsa di un uomo che viveva con la moglie e due figli di 4 a 7 anni, nella popolosa frazione aquilana. 

L’artigiano albanese era ancora vivo quando è caduto nel canale in una zona che si trova sulla via del ritorno verso casa che percorreva a piedi non essendo in possesso dell’automobile. 

I militari della compagnia dell’Aquila e della stazione di Paganica stanno battendo due piste: il malore oppure l’incidente stradale causato da un’auto pirata che forse non vedendolo nell’oscurità della notte, lo avrebbe colpito facendolo finire nel canale. 

Sul corpo sono state trovate diverse ferite e solo quelle al volto sono state chiarite essendo compatibili con la caduta nel canale. I carabinieri hanno escluso la pista dell’omicidio avendo scandagliato nei particolari la vita del muratore anche ascoltando anche il datore di lavoro. 

Il giovane era apprezzato da tutti come persona onesta e puntuale e un bravo lavoratore. 

Secondo quanto si è appreso, domani al massimo dopodomani, i militari rimetteranno la relazione definitiva al pm guido cocco: a determinare il verdetto le ulteriori indicazioni dell’anatomo patologo, la verifica delle testimonianze e le risultanze delle telecamere di sorveglianza nella zona del ritrovamento. 

Al massimo dopodomani la salma verrà riconsegnata alla famiglia che poi potrà fissare i funerali.