L’AQUILA – “Il modello dell’Aquila rappresenta oggi un riferimento a livello nazionale ed europeo perché ha saputo coniugare direttive tecniche, innovazione amministrativa e attenzione alla qualità urbana. La sfida attuale è accompagnare la ricostruzione fisica con una piena rigenerazione sociale ed economica”.
Si conclude così l’esperienza degli Uffici Speciali per la Ricostruzione dell’Aquila (USRA) e dei Comuni del Cratere (USRC) alla conferenza internazionale “ReBirth Architectures in Abruzzo & Ahr Valley”, ospitata presso la RWTH Aachen University in Germania il 26 e 27 marzo 2026 e promossa dal Dipartimento di Storia dell’Architettura (AGES) in collaborazione con l’Istituto di Ingegneria Idraulica e Gestione delle Risorse Idriche (IWW), il Dipartimento Ingegneria Civile, Edile-Architettonica e Ambientale DICEAA dell’Università dell’Aquila, e gli Uffici Speciali per la Ricostruzione USRA e USRC.
Di seguito la nota completa.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperienze europee, mettendo in relazione il caso abruzzese, segnato dai terremoti del 2009 e del 2016, con quello della valle dell’Ahr in Germania, colpita dall’alluvione del 2021.
In questo contesto internazionale, gli Uffici Speciali hanno portato l’esperienza maturata in oltre quindici anni di ricostruzione post-sisma, illustrando l’evoluzione del modello italiano, con il passaggio dalla gestione emergenziale alla costruzione di un approccio integrato che unisce ricostruzione materiale e rigenerazione sociale, culturale ed economica.
Nel corso delle giornate, il titolare dell’USRC, Raffaello Fico, è intervenuto illustrando il percorso evolutivo dalla ricostruzione alla rigenerazione territoriale, evidenziando il ruolo centrale della governance multilivello e strategica nei Comuni del Cratere, con un approfondimento sugli interventi rigenerativi post terremoto ad Ischia e in Emilia Romagna.
“La ricostruzione non può più essere intesa come un semplice processo edilizio” ha dichiarato Raffaello Fico “ma come un’occasione per ripensare i territori, rafforzare le comunità e costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile in una visione partecipata con istituzioni e comunità locali, favorendo una visione di lungo periodo orientata all’attrattività dei territori e al comtrato allo spopolamento”.
A seguire, Salvatore Provenzano, titolare dell’USRA, ha presentato il modello parametrico adottato per la ricostruzione della città dell’Aquila, sottolineandone l’efficacia in termini di trasparenza, controllo e accelerazione dei processi.
“Il modello dell’Aquila rappresenta oggi un riferimento a livello nazionale ed europeo” ha affermato Salvatore Provenzano “perché ha saputo coniugare direttive tecniche, innovazione amministrativa e attenzione alla qualità urbana. La sfida attuale è accompagnare la ricostruzione fisica con una piena rigenerazione sociale ed economica”.
Il tema della rigenerazione è stato ulteriormente sviluppato dalla project manager dell’USRC Valeria Rossi, che ha posto l’attenzione sugli interventi immateriali e sul loro ruolo nel rafforzare l’identità locale e la partecipazione delle comunità, e dal funzionario tecnico USRC Arch. Roberta Scarizza, che ha raccontato il percorso di memoria e rinascita dei territori abruzzesi, attraverso l’esperienza della mostra itinerante “Earthquake of Abruzzo: from 2009 until today”, curata in collaborazione con la Regione Abruzzo, a testimonianza del processo evolutivo del territorio, promuovendo le buone pratiche anche oltre i confini nazionali.
La partecipazione degli Uffici Speciali si è inserita in un dialogo internazionale che ha messo in relazione esperienze diverse ma accomunate da fragilità territoriali e necessità di affrontare scenari di crescente incertezza.
“Il confronto con il contesto tedesco” ha aggiunto Fico “è particolarmente significativo, perché dimostra come territori diversi possano condividere sfide simili e costruire insieme soluzioni innovative”
“Portare l’esperienza dell’Aquila in un contesto internazionale significa contribuire alla costruzione di una cultura europea della ricostruzione, trasformando la crisi in opportunità”, ha concluso Provenzano.






