L’AQUILA – “Capisco la rabbia per una multa presa, specie in tempi di crisi, ma un’infrazione è un’infrazione e va sanzionata. Ai cittadini aquilani dico, però, che durante la Perdonanza ho registrato un numero elevatissimo di infrazioni non sanzionate”.
Ernesto Grippo non si schioda da una posizione di ferro. Il comandante della Polizia municipale dell’Aquila interviene così sulle tante polemiche degli automobilisti per le multe a raffica durante la Perdonanza Celestiniana riportate da questo giornale.
In particolare nella serata del 27 agosto nella zona a ridosso di piazza San Bernardino, durante una serata di quelle molto affollate non solo per gli eventi legati al Giubileo aquilano, ma anche per la concomitanza con la presentazione ufficiale dell’Aquila Calcio, proprio in piazza San Bernardino.
“Non replico e non faccio dichiarazioni, è una materia che non merita di stare sugli organi di informazione”, sbotta inizialmente il comandante, da poco insediato all’Aquila.
“Il concetto è questo, esiste un codice della strada e va rispettato – prosegue poi – All’Aquila siamo omissivi nel 90 per cento delle situazioni, perché spesso non abbiamo risorse e quindi mezzi e personale per intervenire, ma le sanzioni sono sanzioni. Insomma, facciamo pochissime multe, si tratta di numeri a dir poco ridicoli”.
“In questi giorni – ribadisce quindi – ho registrato un numero enorme di infrazioni non sanzionate, con una quantità enorme di autovetture parcheggiate contromano. Qualcosa di molto grave, l’ho già detto ai miei, anche perché la sosta contromano è una delle soste più pericolose in assoluto”.
Sulla possibilità di una diversa gestione del traffico in occasione di grandi eventi, però, Grippo ammette che “ci sono sicuramente strategie migliori. Ho lavorato anche in Emilia Romagna e i parcheggi in certe occasioni sono lontani dall’evento, perché vengono attivati i bus navetta. Ma qualche automobilista scorretto può creare problemi anche in casi così”.
“Io ricordo sempre ai miei che in tempi di crisi di andare incontro al cittadino, ma quando si deve intervenire, non ci si può esimere”, conclude.






