L’AQUILA – In arrivo i primi decreti di condanna per i settecento acquirenti di auto di importazione straniera, “complici” di una maxitruffa scoperta dalla guardia di Finanza dell’Aquila nel 2017, nell’ambito di un’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica Stefano Gallo.
A darne notizia il quotidiano Il Messaggero. Al centro della vicenda, l’autosalone gestito da Vincenzo Leli, indagato assieme ad un’altra ventina di persone.
Le indagini non sono ancora concluse, ma intanto i primi decreti di condanna penale nei confronti degli acquirenti, che ora dovranno pagare salate multe pecuniarie, sono arrivati nei giorni scorsi, a firma del Gip del Tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella.
Sfruttando le maglie larghe della normativa sulla nazionalizzazione di veicoli usati provenienti da altri paesi della Comunità Europea, questo almeno secondo gli inquirenti, gli inquisiti, attraverso una fitta rete di collaboratori in Germania, hanno provveduto al ritiro degli autoveicoli usati, e, con la complicità dei propri clienti. L’immatrcolazione avveniva poi in Italia, tramite una falsa autocertificazione presentata presso la Motorizzazione Civile da parte degli acquirenti, che dichiaravano di aver acquistato in prima persona, quali privati compratori, le citate autovetture.
In questo modo non veniva pagata l’Iva sulle transazioni, che invece era dovuta, così compiendo numerose truffe aggravate in danno dello Stato e dell’Erario.
Il mancato pagamento delle imposte avrebbe portato un duplice vantaggio sia per chi acquistava, che si vedeva praticato un prezzo più vantaggioso rispetto a quello di mercato per via dei diversi margini di guadagno ottenuti tramite l’evasione fiscale, che per chi vendeva, che, non comparendo per nulla nella transazione, ed evitando il pagamento delle relative imposte.
I sequestri operati sono ammontati ad oltre un milione di euro, effettuati nei confronti dei conti correnti, degli immobili e delle auto giacenti sui piazzali dei concessionari riconducibili al sodalizio criminale. finiti nel registro degli indagati con l’accusa di falso, sono arrivati i primi decreti di penale di condanna.






