L’AQUILA – “La Camera di commercio dell’Aquila non ci ha pagati. Aspettiamo ancora i 20mila euro di rimborso della Rassegna ovini del 2018 e altri 20mila euro per la manifestazione di quest’anno. In compenso spende 100mila euro per affittare le luminarie natalizie, da utlizzare per un solo mese e per la sola città dell’Aquila”. 

È la nuova grana che la Camera di Commercio della provincia dell’Aquila, già alle prese con attacchi sulla gestione e con la questione della fusione con i cugini teramani, al palo da mesi per il no dell’ente di Teramo, si trova a fronteggiare.

I pastori e gli allevatori del Gran Sasso, che ogni anno partecipano con i capi di bestiame alla storica esposizione di Fonte Macina, a Campo Imperatore, sono sul piede di guerra, dopo la notizia del rifinanziamento, per il secondo anno consecutivo, delle “Luci d’artista” con un protocollo d’intesa firmato dal presidente dell’ente camerale aquilano, Lorenzo Santilli, e dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Protocollo maturato nel giro di pochi giorni e dopo l’approvazione del documento da parte della giunta comunale.

A far indignare i pastori, la scelta di impegnare “una somma così importante” solo sulle manifestazioni natalizie aquilane, già lo scorso anno la Camera di commercio aveva investito 85mila euro, e proprio nel sessantennale della Rassegna ovini di Campo Imperatore, negando, invece, ogni tipo di contributo alternativo alla manifestazione del 5 agosto “per mancanza di fondi”.

Come denunciato pubblicamente da un gruppo di imprenditori, “non solo le Luci d’artista saranno pagate da tutte le imprese della provincia dell’Aquila attingendo ai fondi raccolto con l’incremento del 20 per cento del contributo camerale, ma fanno parte di un programma ideato dalla Camera di commercio in materia di valorizzazione del turismo in Abruzzo, articolato in una serie di iniziative di sostegno alla filiera turistica allargata, da realizzarsi nel triennio 2017/2019”.

Un passaggio contenuto nella delibera approvata dal Comune dell’Aquila sulle Luci d’artita.

“I 20mila euro della Rassegna ovini del 2018 sono soldi che ci spettano. Non stiamo chiedendo niente di più di quello che si è dovuto”, afferma Giulio Petronio, proprietario di uno degli allevamenti ovini più importanti di Castel Del Monte, che da decenni prende parte all’esposizione di Campo Imperatore, “dei rimborsi dello scorso anno, più o meno 2 euro a capo ovino, non abbiamo visto un centesimo. La Camera di commercio ancora non provvede a pagarci neppure quest’anno. Noi andiamo avanti con il nostro lavoro e le nostre fatiche, ma quello che sta accadendo è scandaloso. Anche quest’anno abbiamo rispettato l’impegno di portare migliaia di capi a Campo Imperatore in un evento che richiama turisti da tutta Italia e che ha un ritorno di immagine enorme per il territorio e per la stessa Camera di commercio, che ne ha beneficiato. Di manifestazioni come questa, a livello turistico, ce ne sono davvero poche”, prosegue Petronio, “ma di fronte a questa disparità di trattamento non si può restare zitti. I soldi per i pastori non ci sono, ma poi la Camera di commercio tira fuori 100mila euro per le luminarie di Natale: cinque volta di più la somma che ci è dovuta. E lo fa per un progetto che viene identificato come di attrazione turistica. Quale valorizzazione turistica più grande può esserci del Gran Sasso e della transumanza che è candidata a patrimonio Unesco? Se il nostro territorio si trova in queste condizioni”, spiega ancora Petronio, “è perché ci sono persone, che guidano enti importanti, che la pensano così. Nei comuni della Baronia arriva un flusso turistico di migliaia di presenze da tutto il mondo. Ma questo, alla Camera di commercio dell’Aquila, evidentemente non interessa. Avrebbero potuto almeno dividere i fondi o pensare a saldare i debiti con i pastori, prima di regalare 100mila euro al comune dell’Aquila”.

Petrolio lancia un messaggio chiaro: “ci riuniremo e vedremo il dà farsi per avere quanto ci spetta, somme che attendiamo da mesi. Tutto arriva in ritardo ma le spese arrivano puntuali. E noi ci troviamo scoperti”, conclude Petronio. 

Già a giugno scorso i pastori avevano minacciato di inscenare una manifestazione di protesta davanti alla sede della Camera di commercio, a Bazzano, in mancanza di risposte sull’organizzazione della sessantesima edizione della Rassegna ovini, dato che nel 2018 l’ente camerale si è tirato indietro rischiando di far saltare la manifestazione che è stata fatta per volere degli allevatori. 

A prendere posizione contro la scelta della Camera di commercio, anche lo scrittore e fotografo aquilano, Filippo Crudele, studioso del Gran Sasso, che in un post su Facebook ha scritto: “Si avvicina il Natale e già pensano alle luci d’artista con un impegno di spesa rilevante, trascurando l’indenizzo ai pastori. Il presidente della Camera di commercio, lo scorso anno, si irritò con me per aver denunciato pubblicamente il mancato pagamento degli allevatori del Gran Sasso e mi disse che aveva adempiuto al ristoro. Ma non è così”, sottolinea Crudele, “altri soldoni per le luminarie e nessun soldino ai pastori. Non vedo amore per il territorio. Quando l’ultimo allevamento avrà chiuso i battenti non avremo più greggi e non ci saranno soldi, a quel punto sì, per riportare i pastori in montagna”.