L’AQUILA – “Nel territorio della provincia dell’Aquila i casi di maltrattamento verso gli animali d’affezione sono spesso dovuti alla mancanza di sensibilità e consapevolezza. Parlando di cani, sono spesso impropriamente ed esclusivamente considerati meri strumenti da lavoro e vengono utilizzati per fare la guardia, trovare tartufi, andare a caccia, guidare il gregge. Tutto questo sarebbe tollerabile se gli animali, nei momenti di inattività, non fossero, come spesso accade, rinchiusi in ambienti impropri e malsani, legati a catena ed esposti alle intemperie e all’incuria”.

Lo afferma Ilaria Sfarra, capo del Nucleo provinciale di Guardie Zoofile volontarie, della sezione di L’Aquila della Lega del Cane. 

Le guardie zoofile come prevede una legge del 2004 hanno i poteri di polizia Giudiziaria, l’assegnazione della qualifica di Guardia Zoofila Volontaria viene emessa dalla Regione Abruzzo dopo che i volontari hanno seguito un corposo corso di formazione e sostenuto un severo esame finale. Dopo un anno di attività a pieno regime in provincia dell’Aquila è arrivato il momento di fare e un primo bilancio.

“Il nostro giuramento presso la Prefettura – spiega infatti la Sfarra – è avvenuto il 22 gennaio 2013 e già la settimana successiva sono iniziati i sopralluoghi  in seguito a segnalazioni con ritmi serrati e continuativi. Le attività si sono spesso svolte in collaborazione con gli Enti preposti, quali Asl, Polizia Municipale, Corpo Forestale e Comuni, che si sono sempre messi a disposizione e adoperati al meglio. I controlli hanno portato al miglioramento delle condizioni degli animali coinvolti in molte situazioni. Nel solo 2013 abbiamo effettuato circa cento uscite, senza contare i sopralluoghi informali, i controlli a campione (ad esempio del microchip) e le ispezioni pre adozione. La prima fase della nostra attività – prosegue Ilaria Sfarra – si è incentrata soprattutto sulla sensibilizzazione dei proprietari dei cani, che molto spesso ignorano che il benessere animale non è legato solo alla somministrazione di cibo e acqua, ma anche alla completa espressione delle proprie attitudini. In questo modo abbiamo risolto positivamente molti casi di cani legati a catena o con a disposizione cucce fatiscenti e non conformi al regolamento”.

Le attività delle guardie zoofile mirano infatti in primo luogo alla responsabilizzazione dei proprietari e, solo in un secondo momento – salvo casi di pericolo grave ed imminente per gli animali – se persiste l’infrazione, si arriva alle sanzioni. Il Nucleo è molto attivo anche nei sopralluoghi presso circhi, esposizioni e fiere al fine di accertare il benessere degli animali custoditi, così come – ad esempio – nella macelleria musulmana di carne halal, aperta a L’Aquila lo scorso anno, per i controlli di routine.

“Va segnalato – aggiunge Ilaria Sfarra – la poco diffusa cultura in merito al controllo delle nascite ed all’inserimento del microchip – con conseguente iscrizione all’anagrafe canina, che va ad incrementare il già grave fenomeno del randagismo, assai diffuso ed aumentato in seguito al terremoto del 2009. Come Sezione, contiamo di riuscire ad organizzare presto un nuovo corso per formare altre future Guardie Zoofile, al fine di poter essere – con maggiori forze – più attivi su tutto il territorio, che, lo ricordiamo, è assai vasto”.
 
Prendete nota: i cittadini che volessero segnalare situazioni di presunto maltrattamento ai danni degli animali – ma anche casi di degrado ambientale – possono contattare la Lega del Cane ai seguenti riferimenti a [email protected] – 329.9064859; verrà garantita la riservatezza dei dati di chi ci contatta, ma non verranno prese in considerazione segnalazioni anonime.