L’AQUILA – “Pur non volendo affatto ridimensionare l’orrore di ciò che è accaduto, va ribadito che le foibe se le sono cercate i fascisti: fu il regime a volere la guerra, furono loro ad aggredire il confine orientale, a forzarne l’italianizzazione ricorrendo persino ai campi di concentramento; non possiamo permettere che la storia la scrivano gli altri, non possiamo cedere alla retorica degli italiani brava gente”.
Lo ha detto, ieri all’Aquila in occasione di una iniziativa dell’associazione partigiani (Anpi), la consigliera comunale della Coalizione sociale Carla Cimoroni, innescando immancabili polemiche.
“Il cammino per restituire dignità agli esuli dell’Istria e della Dalmazia è ancora lungo”, dice in una nota il coordinatore di Fratelli d’Italia Michele Malafoglia, che invita la Cimoroni ad “essere presente e partecipare alle celebrazioni ufficiali in occasione del Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata che Fratelli d’Italia proporrà in città come ogni anno. Inoltre proporremo con i nostri consiglieri un ordine del giorno che richiede la piena attuazione della legge 92 del 2004 che istituisce questa ricorrenza”.
“Chiediamo inoltre che in tutte le scuole superiori del territorio venga proposto il ‘Viaggio nella civiltà giuliano-dalmata’, esperienza realizzata con successo dal 2008 al 2010 da altre amministrazioni e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione – prosegue Malafoglia – Il progetto prevede una parte formativa per i docenti, il coinvolgimento diretto degli alunni con dei laboratori in orario scolastico e una visita guidata in luoghi emblematici del nostro confine nord-orientale e in quelli attualmente croati e sloveni dove si svolsero i tragici accadimenti dell’esodo e degli infoibamenti”.
“Il nostro impegno sarà totale, affinchè questa triste pagina di storia sia tramandata di generazione in generazione, senza finire nel dimenticatoio cui molti rappresentanti istituzionali vorrebbero relegarla, la verità storica non può essere piegata all’interesse di parte di chi, ancora oggi, vuole coprire le tragiche responsabilità del Partito comunista italiano nella tragedia di centinaia di famiglie perseguitate per la sola colpa di essere italiane”, conclude il coordinatore di Fratelli d’Italia.
Per Simone Laurenzi di Casapound, poi,”le parole della Cimoroni sono l’ennesima conferma dell’odio che la sinistra antifascista nutre nei confronti degli italiani e in particolare dei nostri fratelli giuliano-dalmati, massacrati a migliaia dai partigiani titini e costretti a centinaia di migliaia ad abbandonare le terre del confine orientale cedute alla Jugoslavia dopo il 1945″.
“Questo odio si manifestò allora in numerosissimi episodi tra cui quello del ‘treno della vergogna’, che vide i comunisti bolognesi insultare i profughi giuliano-dalmati in viaggio verso Ancona, impedendo che venissero riforniti di cibo, e buttare sui binari persino il latte destinato ai bambini presenti sulle carrozze”, aggiunge Laurenzi in una nota.
“In questo erano stati ben addestrati dal quotidiano comunista L’Unità, su cui al tempo si poteva leggere che gli italiani fuggiti da Istria e Dalmazia, a differenza dei finti profughi africani attualmente coccolati dagli antifascisti, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono così scarsi”.
“Ci domandiamo – conclude l’esponente di Casapound – cosa sarebbe accaduto se un qualsiasi esponente politico avesse usato le stesse vergognose e orrende parole della Cimoroni nei confronti di qualunque altro massacro o genocidio avvenuto nel secolo scorso che non abbia avuto come vittime gli Italiani, nei confronti dei quali, evidentemente, tutto è concesso. Chiediamo, dunque, che il Consiglio comunale condanni con fermezza tali affermazioni. All’odio degli antifascisti faremo fronte ancora una volta con l’amore per l’Italia e gli italiani”.






