L’AQUILA – “A proposito delle ferite ancora sanguinanti dell’onorevole Brunetta, ferite, a suo dire, causate dalle ‘carriole’, ricordo che l’indignazione degli aquilani nacque dalle voci intercettate degli imprenditori sciacalli che ridevano sulle macerie della nostra città già qualche minuto dopo le 3,32, che ridevano sui morti: genitori, sorelle, fratelli, madri, padri con il cuore spezzato, senza sangue e senza più lacrime! Gli aquilani, a migliaia, irruppero nella zona rossa, in una città sequestrata, abbandonata all’incuria ed alle ruberie. Abbracciati ai mucchi di macerie abbiamo gridato contro una informazione mistificata e mistificatrice”.

Lo dice in una nota Pina Lauria, che si definisce “carriolista denunciata”.

“Decine di cittadini denunciati e processati! I fatti emersi in questi lunghi otto anni hanno dato ragione a quei cittadini che chiedevano trasparenza, legalità nel processo di ricostruzione e sicurezza al 100% – aggiunge in una nota – un grande momento corale, forse l’unico in cui questa città si è sentita una comunità!”.

“Sempre ci sono stati i tentativi di strumentalizzare il popolo delle carriole: accadde nella campagna elettorale del 2012, accadde nel 2013 quando l’amministrazione comunale volle protestare a Roma con le carriole”.

“Denunciammo allora il tentativo di strumentalizzazione e lo denunciamo oggi: ai cittadini appartengono la volontà di partecipazione, la necessità di essere parte attiva nel processo di ricostruzione, di esigere il rispetto del bene comune, di continuare a denunciare il degrado morale e l’ignavia che pervade tutti coloro che, non assumendosi le responsabilità, fanno sì che nessuno è responsabile”, conclude Lauria.