L’AQUILA – “Posso comprendere la preoccupazione della senatrice Pezzopane, ma il mio è un ruolo tecnico e non politico. La dichiarazione di morte dell’Accademia era già stata firmata, se le cose devono cambiare in meglio c’è bisogno della politica e non dei liquidatori”.

Stessa musica di qualche tempo fa da parte dell’avvocato aquilano Luca Bruno, cui è stato assegnato dalla Regione Abruzzo il ruolo di liquidatore dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila divorata dai debiti e al centro dei litigi praticamente post-mortem di politici e rapprentanti delle istituzioni.

Ad AbruzzoWeb l’avvocato Bruno aveva dichiarato, nel giorno dell’ufficializzazione del proprio ruolo nella vicenda, di non avere compiti al di fuori di quelli che gli sono stati assegnati dalla politica. Oggi nulla è cambiato, nonostante la lettera accorata indirizzata a Bruno dalla senatrice del Partito democratico, Stefania Pezzopane. “Aiutaci a tenere viva l’Accademia”, le parole della senatrice aquilana, furiosa con la Regione Abruzzo del presidente Gianni Chiodi, lo stesso che “vuole scrivere la parola fine” su una storia sì gloriosa, per l’istituzione aquilana hanno lavorato premi Oscar come Ennio Morricone, Vincenzo Cerami e Dante Ferretti, ma anche tristemente all’italiana, con debiti accumulati negli anni e senza più attività degne di nota.

“Se va salvata l’Accademia deve essere l’assemblea dei soci a comunicarmelo e questo non è accaduto – commenta l’avvocato Bruno – è successo l’esatto contrario. Facciano loro i passi che devono, consapevoli che la situazione è drammatica e qui parlo da tecnico, come sempre”.