L’AQUILA – “A ottobre 2025 è stata presentata al Comune dell’Aquila un’istanza formale, ai sensi del Regolamento comunale sugli istituti di partecipazione, chiedendo come cittadine e cittadini la manutenzione e la messa in sicurezza del percorso intorno al Forte Spagnolo dell’Aquila. Da Regolamento, il Comune avrebbe dovuto rispondere entro trenta giorni. Sono trascorsi nove mesi, nel silenzio assoluto dell’Amministrazione”.

Lo scrivono Massimo Prosperococco e Luca Barbetta in una nota, che hanno pubblicato un video in cui si dimostra come buche, avvallamenti e fondo dissestato rendono molto difficoltosa la mobilità di chi in particolare deve percorrere il circuito in carrozzina, e rappresentano un rischio anche per tutti i pedoni.

“Come cittadine e cittadini chiediamo non un’opera faraonica, ma un percorso pubblico dignitoso e praticabile da persone con disabilità, anziani, famiglie con passeggini e bambini. Questo silenzio e l’immobilismo dell’Amministrazione Comunale non sono una semplice disattenzione: mostrano indifferenza verso bisogni elementari e diritti concreti. Le buche sono ancora là, dove erano un anno fa, nonostante fosse stata segnalata la criticità. Nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della cultura, il contrasto tra propaganda e realtà è ormai insostenibile. Si moltiplicano parole come ‘inclusione, ‘accessibilità’ e ‘città accogliente’; poi, davanti a una richiesta documentata e formalmente presentata, il Comune tace e lascia uno dei luoghi simbolo della città trasformato in un percorso a ostacoli”.

Una Capitale della cultura che escluda chi si muove in carrozzina, chi è ipovedente, chi è anziano, chi utilizza un passeggino, chi per la propria sicurezza avrebbe bisogno di un percorso pedonale senza buche e pericoli, contraddice il significato stesso della cultura. Ma ancor di più, ignora il concetto di diritti fondamentali. Chiediamo al Sindaco e agli uffici competenti di rompere immediatamente il silenzio, spiegare perché l’istanza per risolvere le criticità nel percorso intorno al castello sia rimasta senza risposta e indicare tempi certi per la manutenzione. L’accessibilità non è uno slogan da cerimonia o da campagna elettorale. È un diritto. E i diritti si rispettano con i fatti, non solo con le parole.