L’AQUILA – Sono arrivati anche da fuori regione all’Aquila per rendere omaggio al compianto campione di motociclismo Marco Simoncelli, scomparso a 24 anni a Sepang nel 2011 in seguito ai danni riportati a causa di una caduta durante il Gran Premio della Malesia.

Al Sic è stata intitolata, primo caso in Italia, la piazza di Fonte Cerreto alla base della Funivia del Gran Sasso. Oltre mille motociclisti e un vero ”bagno di folla” per salutare i genitori di Marco, Paolo e Rossella, che hanno partecipato alla cerimonia.

L’organizzazione è stata dell’Associazione Motociclisti Aquilani presieduta da Massimiliano Mari Fiamma che ha voluto fortemente l’intitolazione di una strada del capoluogo abruzzese allo sfortunato giovane, in collaborazione con il Comune dell’Aquila che ha partecipato con il vice sindaco Roberto Riga e il capo di gabinetto del primo cittadino Pierpaolo Pietrucci.

Terribile coincidenza è che proprio oggi in Abruzzo ci siano stati due incidenti con le moto, con un morto e un ferito grave. Segno che sulle tematiche della sicurezza c’è ancora molto da lavorare,

IL PADRE DI ‘SIC’, ”QUI VENIVO A SCIARE, SIAMO ONORATI”

”Non possiamo che essere onorati – ha detto il papà di ’Sic’ Paolo Simoncelli, con la moglie Rossella accanto – Marco è stata una persona splendida e ci manca moltissimo. Credo che a tanti ragazzi impegnati nelle varie discipline sportive ha insegnato moltissimo, come di non mollare mai. Marco tentava sempre di vincere e non mollava mai”.

Paolo Simoncelli, profondamente commosso, ha proseguito affermando che ”abbiamo ricevuto una splendida accoglienza. Non si poteva scegliere meglio di una strada in montagna per ricordarlo, visto che i motociclisti amano salire sui monti. Torno in questo posto dopo 35 anni, quando venivo a sciare. Spero che L’Aquila possa tornare al più presto alla normalità, dopo il terremoto di quattro anni fa”.

Nonostante la morte in pista di suo figlio, Paolo Simoncelli non ha voluto abbandonare il mondo del motociclismo. ”Ho costruito un piccolo team dal nome ’Sic 58’ e nella mia scuderia ci sono due giovanissimi piloti di 14 anni, Kevin Sabatucci di Ascoli Piceno e Mattia Casadei di Rimini. Domenica scorsa Sabatucci ha vinto la sua prima gara a Imola”.

Paolo e Rossella Simoncelli hanno organizzato la Fondazione ”Marco Simoncelli 58”, con la quale vogliono fare beneficenza.

”Abbiamo raccolto una grande somma – ha concluso Paolo Simoncelli – per destinarla a due progetti ad Haiti: uno per l’ospedale specializzato per bambini e per un orfanotrofio per ragazzi disabili. La nostra nuova sfida è di recuperare 1 milione 400 mila euro per ristrutturare un ex albergo di Coriano, in provincia di Rimini, per farlo diventare un centro diurno per disabili”.

GLI AQUILANI: “UNA BELLA SCELTA, ORA LO ABBIAMO VICINO”

”Ringraziamo il Comune dell’Aquila – ha detto Mari Fiamma – perché ha dato alla nostra città questa possibilità di avere ’vicino’ una persona bella come Simoncelli. Il capoluogo abruzzese poi è la prima città che intitola una piazza al campione. Riga e Pietrucci sono stati bravi a velocizzare la lunga burocrazia, perché in genere occorre una decina di anni dalla morte di una persona prima che le si possa dedicare una via”.

Della stessa idea è stato il vice sindaco Riga. ”È bello aver denominato una parte della nostra città a un grande campione non solo nello sport, ma anche nella vita”, ha affermato.

Pietrucci ha aggiunto che ”abbiamo scelto il piazzale del Gran Sasso perchè questa montagna è molto conosciuta dai centauri di tutto il mondo. Quindi abbiamo voluto fare un connubio: legare la memoria di ’Sic’ alla montagna molto amata dagli aquilani”.

Oltre all’intitolazione del piazzale a Simoncelli, è stata scoperta anche una stele, realizzata da Gabriele Ranalli, Giuseppe Marchetti e Antonello Cialente, per ”ricordare tutti i centauri morti sulla strada”, come spiegato sempre da Mari Fiamma.

Alla cerimonia sono stati presenti anche l’ex pilota pescarese Corrado Tuzii, che ha partecipato ai mondiali di motociclismo dal 1979 al 1981, e la giovane promessa Lorenzo Baldassarri di 16 anni.

“Ho avuto la fortuna di conoscere Marco – ha commentato quest’ultimo – visto che per poco tempo ho fatto parte della sua scuderia. Una persona fantastica per tutti”.

PIETRUCCI: “‘SIC’ AVREBBE AMATO IL GRAN SASSO”

“Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell’evento e in particolar modo gli operai del Comune dell’Aquila, dell’Asm, la Polizia Municipale, l’associazione dei Motociclisti Aquilani e il presidente Massimiliano Mari Fiamma per l’idea e per aver perseguito l’obiettivo con tenacia ed entusiasmo e soprattutto per averci contagiato con questa sua passione”.

Lo scrive in una nota suo profilo Facebook Pierpaolo Pietrucci, consigliere provinciale di Futuro è lavoro e capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “che ringrazio per aver da subito creduto nella proposta consentendoci di superare tutti gli ostacoli burocratici ordinari”,   in riferimento alla cerimonia di inaugurazione i questa mattina a Fonte Cerreto, base della funivia del Gran Sasso, della piazza dedicata a Marco Simoncelli, motociclista morto in gara nel 2011.

Pietrucci, presente alla cerimonia che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, ha voluto ringraziare in particolare Paolo e Rossella Simoncelli, i genitori di ‘Sic’,  “che con il loro dolore, composto e dignitoso hanno commosso in qui drammatici giorni, tutta l’Italia. La scelta di intitolare il piazzale di Fonte Cerreto a Marco non è stata una scelta casuale, intanto perché le strade del Gran Sasso d’Italia sono frequentate ogni anno da migliaia di appassionati delle due ruote”.

“In secondo luogo – continua Pietrucci – perché ci siamo convinti che Marco Simoncelli avrebbe amato questi luoghi e queste montagne di una bellezza unica e incontaminata. E poi perché legare questa montagna al nome di Marco Simoncelli, significa legarlo per sempre alla memoria e al dna di tutti gli Aquilani. Perché questi luoghi e queste montagne sono parte di noi, della nostra storia e della nostra identità, e racchiudono il senso di sentirsi ancora, nonostante tutto, nonostante la diaspora, la disgregazione sociale, le difficoltà nella ricostruzione, una comunità”.

“Da oggi – conclude – questo è il luogo che tutti noi Aquilani dedichiamo a Marco Simoncelli!”.