L’AQUILA – “È scaduta l’autorizzazione paesaggistica alla variante Anas per la SS 80 Amiternum-Cermone, per il progetto di variante e quindi i lavori dovranno essere sottoposti a nuova autorizzazione”.

Lo rende noto, con un comunicato, la sezione dell’Aquila “Carlo Tobia” di Italia Nostra che ha inviato una nota all’Anas e alla Regione Abruzzo, nonché agli organi del ministero dei Beni Culturali. 

L’opera, secondo l’Anas, dovrebbe servire a collegare l’anfiteatro e il teatro dell’area archeologica di Amiternum, bypassando la statale 80. Il progetto risale all’immediato post terremoto e faceva parte di un elenco di interventi urgenti riguardanti la viabilità locale.

Il 29 novembre 2017 è stato pubblicato dall’Anas il bando per la realizzazione della Variante. Il nuovo svincolo dovrebbe mettere in collegamento la statale 260 e la la 80, in località Cermone, per un costo complessivo di 3 milioni e 844 mila euro. Sull’opera Italia Nostra si è schierata da sempre contro, ed è stata oggetto di un’interrogazione del consigliere comunale di L’Aquila chiama, Carla Cimoroni.

“Infatti – si legge nel comunicato – il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, all’art. 146, limita a 5 anni il tempo di validità dell’autorizzazione paesaggistica, trascorso il quale l’esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a nuova autorizzazione”.

“In assenza di valida autorizzazione l’Anas non può riprendere la gara d’appalto, ora sospesa, tanto più che l’area interessata è soggetta ad alta tutela paesaggistica”.

“La variante – aveva affermato la Cimoroni nella sua interrogazione – non è passata attraverso la Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr), e ha incassato i pareri non favorevoli del Servizio tutela e valorizzazione del paesaggio della Regione e in più ricade su terreni gravati da uso civico, appartenenti alle amministrazioni separate di San Vittorino”.

“Dalla delibera di consiglio – aveva aggiunto il consigliere – votata il 27 settembre 2012, con cui il Comune ha approvato il progetto, non risulta l’atto di cambiamento di destinazione d’uso di queste particelle. Se questo cambiamento non è stato fatto, viene da chiedersi se non sia il caso di considerarla illegittima e ritirarla in autotutela”.

L’auspicio di Italia Nostra comunque è che, “la Regione Abruzzo nel nuovo procedimento autorizzativo voglia coinvolgere tutti i portatori di interesse, comprese le associazioni culturali e ambientaliste”.

“Ciò nel pieno rispetto delle normative vigenti, dal Codice degli appalti alla Convenzione europea del paesaggio, ma anche in recepimento delle finalità e indirizzi della recentissima Carta nazionale del paesaggio pubblicata lo scorso 14 marzo dall’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio presieduto dall’onorevole Ilaria Borletti Buitoni“.