L’AQUILA – Il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha condannato con rito abbreviato a 1 anno di reclusione Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., l’insieme di 4.500 alloggi antisismici realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009, nell’ambito del processo nato dall’inchiesta sugli isolatori sismici malcostruiti di alcune delle piastre che ospitano le palazzine.
Nell’ambito dello stesso procedimento, Gargarella ha disposto il rinvio a giudizio con il rito ordinario per altri due indagati: Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa.
L’inizio del processo con la prima udienza dibattimentale è stato fissato per il 3 aprile 2014, a pochi giorni dal quinto anniversario del sisma.
Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Fabio Picuti, nella precedente udienza aveva chiesto per Dolce la condanna a un anno e mezzo di reclusione.
Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32, nella quale, secondo il tribunale, furono date false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico.
L’inchiesta sugli isolatori è nata da un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata “A prova di sisma”.
Sul processo c’è molto interesse anche perché, nella fase delle indagini preliminari, in alcuni test di consulenza dell’accusa, gli isolatori che dovrebbero proteggere gli aquilani da nuove scosse sismiche si sono spezzati durante alcune prove di laboratorio in California.





