L’AQUILA – Due importanti e delicati incarichi nazionali, uno pubblico l’altro politico, nel giro di pochi giorni per l’avvocato aquilano Isidoro Isidori, presidente dell’Azienza territoriale edilizia residenziale (Ater) della provincia dell’Aquila: il 47enne professionista di area Lega è stato nominato consigliere nazionale di Federcasa, associazione di categoria, composta da enti ed aziende pubbliche, impegnate nella realizzazione e nella gestione di alloggi sociali; inoltre, è entrato a far parte del neonato Dipartimento Nazionale Antimafia della Lega, voluto dal leader, Matteo Salvini, e presieduto dall’onorevole Gianluca Cantalamessa, capogruppo leghista in commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e responsabile nazionale Dipartimento Antimafia. E’ stato lo stesso Cantalamessa, dopo aver esaminato i curricula di tutti i rappresentanti regionali, ad affidare ad Isidori, il ruolo di capo progetto della macro area “appalti e interdettive”: dovrebbe essere affiancato, questa l’ipotesi a cui si lavora, da Rosario Arena, ex colonello della Guardia di finanza, referente per la Sicilia, in modo da garantire una copertura uniforme su tutto il territorio nazionale.
Proprio alla luce di questa ultima delicata carica, il legale è stato protagonista in presenza ieri a Catanzaro al primo incontro di presentazione del Dipartimento Nazionale Antimafia della Lega: la sede è stata indicata direttamente dall’onorevole Cantalamessa.
Oltre ad Isidori, ieri hanno partecipato il referente provincia di Catanzaro, Pino Macrì, e il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì: sono intervenuti il Commissario Regionale e componente del Dipartimento Nazionale, Giacomo Francesco Saccomanno, il componente del Dipartimento Regionale, Lanfranco Calderazzo, e il componente Dipartimento Regionale Giustizia, Gregorio Iannotta.
Da remoto hanno preso parte ai lavori del Dipartimento Nazionale Antimafia della Lega, il senatore Stefano Corti per l’Emilia, il consigliere regionale delle Marche Mirko Bilò, per la Liguria l’ex consigliere comunale Massimiliano Cattapani, per l’Alto Adige il consigliere comunale Rosa Valenti, per il Piemonte il consigliere regionale Claudio Leone, per la Romagna il consigliere comunale Nicola Pompignoli, per la Valle D’Aosta, l’ex presidente della regione, Nicoletta Spelgatti, per la Lombardia il consigliere regionale Selene Pravettoni, per la Sardegna la senatrice Lina Lunesu, per la Campania l’ex questore Pasquale Errico, per l’Umbria il consigliere regionale Eugenio Rondini, per il Veneto il deputato Erik Pretto, per il Friuli Venezia Giulia l’ex consigliere regionale Valter Santarossa, per la Toscana Mandredi Potenti e per la Sicilia il citato Arena.
Tornando a Federcasa, il 18 giugno scorso a Roma presso il Centro Congressi Cavour, Isidori è stato nominato tra i 15 componenti del direttivo al termine dell’assemblea nazionale che ha affidato la carica di presidente a Riccardo Novacco, presidente dell’Ater di Trieste.
Ed è stato lo stesso Novacco, al momento dell’elezione dei 15 membri in rappresentanza di tutte le 21 Regioni italiane, ad indicare l’avvocato aquilano: il nuovo consiglio rimarrà in carica per tre anni.
Non solo: il programma del nuovo consiglio nazionale di Federcasa ha recepito tra gli obiettivi da raggiungere entro il prossimo triennio, la mozione iniziale illustrata proprio dal professionista abruzzese in riferimento alle nuove povertà e ai drammi abitativi, che ogni giorno devono essere affrontati dalle Ater territoriali, ma anche alle nuove emergenze che in ambito abitativo e sociale, si stanno creando a causa della Pandemia per covid-19, ancora in corso. Isidori ha posto come obiettivo la riduzione dei canoni concordati e l’istituzione di un terzo tipo di canone di locazione intermedio tra i canoni sociale e i canoni concordati, iniziative che ha messo già in campo all’Ater provinciale.
Per la candidatura a presidente nazionale, erano in scrutinio due candidati, il presidente uscente Luca Talluri e Novacco che ha vinto con un importante vantaggio.
La nuova presidenza nazionale di Federcasa, si è prefissata per il mandato triennale, molti obiettivi, tra i quali il coordinamento con tutte le Ater, ma soprattutto a livello nazionale, con la presentazione di disegni di legge finalizzati a migliorare il servizio che gli ex istituti autonomi case popolari possono offrire, affrontando in particolare le problematiche relative a Imu per gli alloggi sociali che dovrà essere chiaramente inapplicata, vista la destinazione degli alloggi; all’housing sociale nelle sue declinazioni, che comportino agevolazioni per le nuove povertà; alla definizione di protocolli comuni per il super bonus, con l’auspicio di un’estensione dello stesso e infine a proposte normative, finalizzate ad agevolare gli interventi di ristrutturazione e il miglioramento delle condizioni degli abitanti delle case popolari.




