L’AQUILA – “Non mi vedrete mai perdere tempo, andrò dove non si viene invitati, ma dove si deve andare”.
Un approccio serio e a fari spenti quello annunciato nella sua prima uscita pubblica dal nuovo prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, che si è insediato ufficialmente ieri al posto di Giovanna Iurato.
Il rappresentante del governo ha incontrato oggi i cronisti nella sala stampa della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza, “una struttura che conosco perché sono stato ufficiale delle Fiamme Gialle e 39 anni fa ho lavorato proprio qui”.
Come già aveva fatto il suo predecessore Alecci ha annunciato il ritorno degli uffici della prefettura in centro, nella ex direzione regionale dell’Agenzia delle entrate in corso Federico II. “Meglio non promettere nulla, visto che non è stata mantenuta, ma in 12 mesi dovremmo trasferirci lì”, ha chiosato.
Indicazioni anche sulle infiltrazioni antimafia in vista dell’inizio della ricostruzione pesante, quella milionaria e per questo appetitosa. Il prefetto ha voluto ribadire che applicherà le norme esistenti ma ne ha chiesti di migliori, “sicure, certe, senza margini di discrezionalità”.
Una battuta anche sul nuovo assetto delle Province, visto che Alecci prima o poi si troverà a gestire anche quella di Teramo, accorpata all’Aquila. “No alla spartizio di enti che immiserirebbe tutti, ci vorranno pari dignità e criteri oggettivi”, il suo pensiero.
Le linee guida sul post-terremoto saranno “continuare nella ricostruzione, anche alla luce del nuovo assetto, e lavorare su tutti i tavoli. Una delle prime cose che farò – ha svelato – sarà incontrare il ministro Fabrizio Barca nella sua sede romana, perché non sono solo un nuovo titolare di un vecchio ufficio”.
“CONTENTO DI QUESTO INCARICO”
“Sono contento di aver avuto questo incarico – ha detto Alecci in avvio – al di là della valenza di questa città come capoluogo di una Regione da tutti apprezzata per la concretezza della sua popolazione nelle problematiche a prescindere dal sisma. Qui si lavora bene, si vive bene in una situazione complessivamente gestibile con efficacia”.
Ha poi aggiunto che “il discorso generale si deve coniugare alla realtà del 6 aprile 2009, che ha segnato una svolta nella comunità e messo a nudo la fragilità del sistema complessivo”.
“Da quel momento in poi – ha sottolineato – si è innestato un problema gravissimo. Tutti ci hanno scommesso qualcosa, autorità, cittadini che hanno perso tutto, imprenditori, commercianti. Io sono un tassello dell’apparato istituzionale che deve garantire le cose giuste: la tutela dell’ordine, la sicurezza pubblica, la coesione sociale. Sono consapevole che i cittadini ci guardano”.
LA SEDE: ”ENTRO 12 MESI IN CENTRO STORICO”
“Entro 12 mesi dovremmo riuscire a trasferire l’ufficio e l’organizzazione in quell’edificio che già ho avuto modo di vedere e che ritengo molo bello per l’imponenza”.
Così Alecci ha risposto alle domande sul cambio di sede, annunciando a fine 2013 l’uscita della prefettura dalla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza di Coppito.
L’ufficio è infatti ospitato nella struttura militare dal 6 aprile 2009, quando a causa del violento sisma crollò completamente il palazzo del governo, divenuto uno dei simboli della tragedia.
“La scelta è fatta, il sito individuato e si sa dove andremo”, ha ricordato Alecci, facendo riferimento alla sede futura in centro storico di corso Federico II, nella vecchia direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, uno spazio visitato anche dal premier Mario Monti nella sua prima visita all’Aquila.
“È necessario che cittadini, imprendintori e sindacati possano essere ricevuti in una sede appropriata, ma in un giorno e mezzo ho già visto che gli uffici e i miei colleghi qui sono stati bene”, ha concluso.
PROVINCE: ”NO SPARTIZIONI MA PARI DIGNITA’ TRA L’AQUILA E TERAMO”
Sul riordino delle Province e sull’accorpamento di quella aquilana con quella teramana, “mi auguro che non ci sia spartizione di enti, una ‘separatio bonorum’ che immiserirebbe tutti quanti”, è stato l’auspicio del prefetto.
“Tra L’Aquila e Teramo – ha aggiunto – si ragionerà come in situazioni analoghe, a un capoluogo di regione si aggiunge una provincia di minori dimensioni ma uguale dignità. Comincerà un lavoro di sintesi sul quale sarò reso edotto dall’amministrazione centrale, sarà necessaria un’assimilazione di tipologie uniformi anche per dare dignità a quello che in prima facie potrebbe apparire una situazione artificiale”.
Alecci ha evidenziato che “in Puglia ho assistito alla nascita della Provincia Barletta-Andria-Trani, lì si è fatto ricorso a quel criterio, qualcosa qui, qualcosa lì, ma così si perde di efficacia”.
“Non dico che gli uffici pubblici debbano stare tutti nella stessa piazza – ha chiarito – ma con la parcellizzazione si soffre. La finalità non è solo risparmiare qualche entità di natura finanziaria”.
“Mi auguro – ha chiuso sull’argomento – che ci saranno consonanze nelle attività delle associazioni, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria e del mondo dell’informazione, della cultura”.
INFILTRAZIONI: ”NORME SICURE E CERTE”
Per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata, occorreranno “norme antimafia sicure, certe, che tolgano margini di discrezionalità e che mettano in condizione il soggetto in cui ci sono state infiltrazione di non operare e gli organi della pubblica amministrazione di farlo con la massima certezza e non ricorrendo a perifrasi”.





