L’AQUILA – L’arte rinasce dalle macerie del terremoto.
Pezzi di arredamento vintage, auto d’epoca e mobili in vario stile, recuperati dalle case distrutte dal sisma e non solo, nel nuovo mercatino dell’usato a 4 stelle ‘Cose che capitano’, in via Giovanbattista Contini, in zona Pile, all’Aquila.
Non un semplice mercato dell’usato, ma uno spazio raffinato e ricercato di pezzi unici, “fatto da aquilani per gli aquilani”.
Far rivivere la città nei suoi pezzi d’arredamento è l’idea dello storico ‘re della notte’ aquilana e commerciante Tony di Sabbato che da dopo il sisma del 6 aprile 2009, insieme ad Alfredo Giampaolini, ha deciso di rimettersi in gioco e di vivere finalmente la “vita diurna”, aprendo anche un punto vendita di Compro oro.
“Questa città e gli imprenditori aquilani hanno ancora tanto da dare – afferma Di Sabbato – Un’idea particolare data dalla voglia di tentare nuove strade, in un momento in cui l’imprenditoria è lasciata morire”.
Oggettistica di alto livello, ceramiche di Capodimonte, quadri, arredamento in stile “shabby chic” e molto altro sui 350 metri quadrati di locali dove “si può trovare il vero affare – assicura lo stesso Di Sabbato – Abbiamo mobili francesi degli anni ’20, biciclette vintage e auto d’epoca in ottime condizioni. Un paradiso per gli appassionati del genere”.
Il negozio, inoltre, offre i suoi spazi a tutti gli artisti aquilani che vorranno esporre le proprie creazioni e 400 metri all’aperto dove a partire dalla prossima estate si allestiranno aste per aggiudicarsi pezzi d’antiquariato e non solo.
“Offriamo i nostri locali agli artisti che vogliano vendere le loro opere – prosegue – diamo la possibilità ad ognuno di loro di avere la maggiore visibilità possibile. Abbiamo già pezzi particolari di qualche artista come lampade in argento e piantane particolari realizzate con canne da pesca”.
Insomma, il re della notte aquilana, dopo 20 anni di serate, dalle storiche discoteche Roxy e Mythos fino ad arrivare al Gretagarbo, non rimpiange la sua vecchia vita, anzi si dice “felice” di questa sua nuova avventura che gli permette di vivere in modo più stabile e di “gustare momenti” che fino a poco tempo fa non aveva mai vissuto.
“Ho riscoperto cosa significa bere un caffé alle 10 del mattino, chiacchierare con la gente e godere della luce del giorno – confessa – Ritrovo in questa mia nuova vita valori che avevo un po’ perso in quella passata che, a oggi, non mi manca. Sento la mancanza della vita notturna di un tempo, ma solo perché mi manca la mia città”.
Una città stravolta dal sisma del 2009 che ha risentito di quel dramma anche nella vita notturna che oggi “non è più la stessa”, secondo di Sabbato.
“Prima era bello fare l’aperitivo da Tony per poi spostarsi al Cavour e all’una scendere al Mythos – spiega – Oggi i bar diventano discoteche senza alcun criterio, senza norme di sicurezza o attenzione ai dettagli. Tutto è delocalizzato e tremendamente difficile”.
Un legame a doppio filo, quello che lega Di Sabbato alla città: storico commerciante e imprenditore della notte, ma anche ex calciatore e dirigente dell’Aquila Calcio che dice di avere “sempre nel cuore”.
“Sono stato giocatore, ma anche dirigente e direttore marketing – ricorda – Ho vissuto la realtà rossoblù dall’interno e ci sono ancora legatissimo. La seguo sempre e appena posso vado anche in trasferta. Non potrei fare altrimenti, visto che ho anche un ultrà in famiglia!”.






