L’AQUILA – “L’unica cosa che è stata recuperata all’Aquila è l’ospedale, e non è che ci abbiano dato mezzi e strumenti normativi speciali per farlo!”.

Lo ripete spesso, il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, nel “giro turistico” del San Salvatore, struttura sanitaria che sta affrontando il lungo e duro cammino della ricostruzione post-terremoto.

Silveri fa da guida per AbruzzoWeb mostrando da un lato le criticità, come l’obitorio ancora nei container dopo tre anni, o l’edificio della Chirurgia e quello della Medicina ancora da ricostruire, o ancora l’ospedale G8 che comincia ad andare un po’ strettino.

Dall’altro lato, il manager spiega i correttivi: fa vedere a questo giornale i nuovi spazi per l’obitorio e l’anatomia patologica, annuncia lo sblocco dei lavori per i due “delta” (così chiamati per la forma della loro pianta) che contengono i reparti maggiori e anche che la struttura provvisoria arrivata nell’estate del 2009 sarà smantellata e restituita alla Protezione civile.

Nei prossimi giorni, poi, sarà presentato un macchinario per la preparazione automatica di farmaci antiblastici, usati per combattere lo sviluppo dei tumori con la chemioterapia: uno strumento all’avanguardia che consente di preparare dosi perfette e anche di non sprecare le componenti.

LA FARMACIA È TORNATA A CASA

“Siamo tornati a casa, manca un magazzino centralizzato”, spiega la dirigente della Farmacia ospedaliera, Anna Maria Iacomini.

I locali sono stati rimessi a norma e i farmaci giacciono ordinatamente impilati sugli scaffali. Ma non è tutto.

Allo studio c’è infatti un sistema informatizzato per catalogare, accumulare, scegliere e smistare i farmaci direttamente in reparto, paziente per paziente.

L’OBITORIO, QUASI FINITO IL TRIENNIO DI CONTAINER

Mediaticamente l’obitorio è un po’ la pietra dello scandalo del San Salvatore, visto che a tre anni dal sisma si trova ancora all’interno dei container, “precario e provvisorio”, precisa Silveri, che però ribadisce: “Dobbiamo prima pensare a non mandare le persone all’obitorio, poi all’obitorio”.

Mostrando le strutture di plastica che comunque sembrano adeguatamente climatizzate, il manager precisa che “sarà ancora qui per 15-20 giorni, ma sono pronti i locali definitivi”.

E i locali definitivi, ricavati da una parte della vecchia Anatomia patologica, pavimentati in marmo verde, sono molto grandi, con alcune sale per la collocazione delle salme, la loro vestizione.

Ci sarà perfino una sala per altre religioni che prevedano che siano i parenti a occuparsi delle esequie, un unicum.

L’ANATOMIA PATOLOGICA, PIU’ GRANDE E PIU’ TECNOLOGICA

Il reparto di Anatomia patologica non cambierà sede ma grazie all’ottimizzazione e al recupero di alcuni spazi sarà molto più grande rispetto a prima, con attrezzature di ultima generazione.

Al piano sotterraneo, due le sale settorie, cui mancano solo gli arredi e che dovrebbero essere pronte per i primi di settembre. Una tradizionale, l’altra in situazioni d’infezione. Entrambe saranno ad accesso vietato per gli studenti, che potranno seguire le operazioni attraverso un sistema di ripresa video, come spiega l’ingegnere dell’ufficio tecnico Luigi Lo Muzio.

Ci sarà inoltre un collegamento diretto attraverso montacarichi per l’arrivo dei campioni che debbono essere analizzati a intervento in corso

DELTA CHIRURGIA E DELTA MEDICINA, LAVORI A DUE VELOCITÀ

Due poli di importanza fondamentale sono i “delta”, che avevano all’interno reparti di importanza fondamentale e sono stati messi in ginocchio dalla scossa delle 3.32.

Quando cominceranno i lavori? Per la Chirurgia è più semplice. “L’inizio dei lavori – spiega Silveri – è fissato per la prossima settimana, hanno cinque mesi di tempo, ai primi di dicembre sarà completato. Ma il delta Chirurgia ci sarà riconsegnato gradatamente a cominciare dai piani alti, quindi già da settembre avremo i primi spazi”.

Tempi più lunghi per le Medicine. Al momento c’è in corso la progettazione esecutiva, i lavori dovrebbero essere completati per la fine del 2013.

Il ritorno in questi due capisaldi dell’ospedale libererà gli spazi in cui reparti-chiave si trovano oggi, “provvisori ma non precari” secondo la classificazione di Silveri, e al loro posto verranno spostati servizi di medicina per il territorio.

OSPEDALE G8, TITOLI DI CODA

Tra questi, l’ospedale provvisorio donato dalla Protezione civile in vista del G8 del luglio 2009, “si è svuotato pian piano ma all’inizio c’erano perfino le sale operatorie”, ricorda il dg.

“Entro la fine dell’anno sarà svuotato e restituito alla Protezione civile: recupereremo spazi per i parcheggi”, spiega Silveri, smentendo la voce di un possibile riutilizzo per uffici amministrativi.

MALATTIE INFETTIVE, FIORE ALL’OCCHIELLO

Un reparto tirato a lucido che il direttore tiene a mostrare è quello delle Malattie infettive, che ha recuperato alcuni spazi aumentando la superficie a disposizione dove ci saranno sale riunioni e una parte ambulatoriale.

Il primario Alessandro Grimaldi spiega le nuove tecnologie impiegate, “ci saranno 16 ricircoli all’ora dell’aria, 12 stanze con possibilità di regolare la pressione a seconda dei casi assicurando la massima sicurezza”.

“RIUSCIREMO ALMENO A PAREGGIARE”

“Quando avremo fatto tutto quello che c’è da fare, avremo ancora da fare, sappiamo che le segnalazioni di disagi e gli articoli di giornale continueranno – sospira Silveri – Vogliamo però garantire un ospedale dove sia possibile trovare tutta l’assistenza senza dover fare i pellegrini per l’Italia”.

“Riusciremo non dico a vincere ma almeno a pareggiare”, conclude.