L’AQUILA – Tra riassetti politici e un grande evento, la sfilata degli Alpini nel 2015 all’Aquila, “evento fondamentali per l’indotto turistico e in funzione di protezione civile dell’Aquila e per L’Aquila”.
Il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio comunale all’Aquila, Giuliano Di Nicola, traccia un bilancio del 2013 per il partito di cui fa parte, un’annata che ha visto un congresso Idv all’Aquila nel quale ha vinto “la linea che io rappresento insieme al segretario provinciale, Rinaldo Mariani, e all’assessore comunale al Bilancio, Lelio De Santis“, ma che al tempo stesso ha prodotto “una contraddizione per cui siamo in minoranza a livello regionale (nella coalizione del centrosinistra, ndr), a livello provinciale siamo in maggioranza, ma è strana la posizione del segretario regionale Alfonso Mascitelli, il quale, con non so quale coerenza si siede al tavolo del centrosinistra, dal momento che all’Aquila si appoggia al consigliere di opposizione del centrosinistra, Angelo Mancini“.
“Occorre una gestione unitaria di un partito che è piccolo e che deve crescere – il pensiero di Di Nicola, intervistato da AbruzzoWeb – ma può farlo soltanto grazie all’unità di intenti di tutte le sue componenti”.
“Ci troviamo in una fase diversa, ora ci sono i partiti ‘padronali’, l’Italia dei valori ha sentito per primo la necessità di togliere il nome di Di Pietro dal simbolo. Non è sparito, resta il padre nobile di questo partito, ma il nuovo segretario ‘è Ignazio Messina sta facendo un lavoro per costruire sul territorio un partito che sappia parlare alla gente senza il carisma di un uomo solo al comando”.
Sul fronte dell’adunata degli Alpini di cui è promotore e organizzatore insieme al giornalista aquilano, l’ex rugbista e alpino Carlo Frutti, in pratica l’unico evento di rilievo nel futuro immediato dell’Aquila dopo la bocciatura della candidatura a capitale della Cultura 2019, Di Nicola ammonisce: “è un’occasione che non va sprecata, è il momento di dimostrare che gli abruzzesi, perché gli Alpini occuperanno praticamente tutto l’Abruzzo, sono ospitali, non solo forti e gentili. La popolazione non deve preoccuparsi, si sta lavorando per reperire spazi pubblici e privati. Ma dovrà essere tutta la regione ad ospitare gli alpini, dobbiamo essere capaci di esprimere il massimo della nostra ospitalità”.
“L’Aquila sarà capofila di una grossa manifestazione, che riaccenderà le luci sulla città terremotata e sarà un impulso ulteriore per completare la ricostruzione fisica del capoluogo, che purtroppo va a rilento perché il governo di Silvio Berlusconi non scelse di garantire un flusso costante di denaro, e oggi siamo nel momento peggiore della crisi economica”, continua Di Nicola.
Il lavoro che parte adesso “porterà a dei vantaggi dal punto di vista della protezione civile – spiega – perché le aree di accoglienza che andremo a infrastrutturare, saranno disponibili in casi di emergenza come aree di accoglienza, ma potranno essere usate anche come aree turistiche”.
“Ma niente ‘miopia’ sui guadagni immediati – precisa Di Nicola – qui si deve impostare una politica dei prezzi che sia lungimirante, qualcosa che spinga la gente a tornare all’Aquila e in Abruzzo”.





