L’AQUILA – “La decisione di Poste Italiane di tornare in centro storico appare un tardivo riconoscimento di colpa per aver venduto dopo il sisma la prestigiosa e grande sede di Piazza Duomo, dove erano ubicati tutti gli uffici al pubblico e la Direzione provinciale”.
Lo afferma Lelio De Santis, capogruppo Italia dei Valori-Avanti Abruzzo al Consiglio comunale dell’Aquila, dopo la conferma che Poste italane aprirà breve la sua sede lungo via xx settembre.
“La rivitalizzazione del centro storico della città passa anche attraverso il ritorno al centro degli Uffici pubblici, delle Banche, degli uffici comunali, delle attività commerciali e degli spazi sociali e culturali, oltre che dei cittadini che lo abitavano. Pertanto, l’annuncio della prossima riapertura degli uffici delle Poste in corso Vittorio Emanuele II, in locali di circa 300 metri quadri, è una buona notizia, che saluto con soddisfazione”.
Resta il fatto che la vendita della vecchia sede è apparsa come l’abbandono di una città distrutta dal terremoto ed un segnale negativo sul futuro dell’Aquila, non solo la chiusura nel centro storico di un servizio essenziale per i cittadini”.
“Ma oggi è importante il ritorno delle Poste in centro anche come segnale positivo e come stimolo per gli altri Enti Pubblici, per le istituzioni di rilevanza pubblica, per gli Istituti di credito, per le Agenzie di Assicurazioni, per le Istituzioni culturali, a cominciare dalla prestigiosa Biblioteca Provinciale, che non può continuare ad essere ospitata in un capannone a Bazzano!”
“Al riguardo, colgo l’occasione per rivolgere un accorato invito all’Assessore regionale, Mauro Febbo, perché affronti il problema, d’intesa con il Sindaco, Pierluigi Biondi, che deve ridiventare essere il luogo prediletto di studiosi, di studenti, di cittadini appassionati della vita culturale della città”, conclude De Santis.




