L’AQUILA – Un insieme di design e tecnologia per i cittadini dell’Aquila, racchiuso in due punti informativi per una città moderna, frutto di una donazione da quasi 100 mila euro: tutto questo, però, resta parcheggiato al Terminal bus “Lorenzo Natali” dell’Aquila, esposto alle intemperie e a qualsiasi atto vandalico.
Si tratta dei due “Smart Node”, donati al capoluogo abruzzese dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), la cui installazione era prevista nel settembre scorso nel centro storico aquilano e, più precisamente, nella zona del Castello dell’Aquila.
Tuttavia, in attesa di essere montate dal Comune, le strutture giacciono al piano meno uno del megaparcheggio di Collemaggio, accanto alle fermate per gli autobus extraurbani.
Di “Smart Node” si è iniziato a parlare già il 18 dicembre 2013, attraverso un workshop di presentazione dell’iniziativa, dove venne annunciata la realizzazione dei “totem” informativi, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione dei cittadini nelle scelte decisionali: un passo concreto nel percorso verso la smart city, che L’Aquila sarebbe dovuta diventare una volta conclusi tutti i processi di ricostruzione.
Sono strutture interattive a 360 gradi, luoghi d’incontro dove condividere idee, creare e fruire contenuti, navigare, informarsi sulle novità e sulle attività della città, anche turistiche, attraverso le nuove tecnologie web.
Il progetto di Enea, che rientra nel più ampio disegno “City 2.0”, è finanziato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con lo scopo di sviluppare soluzioni intelligenti per l’efficienza dei servizi urbani, ma anche per ricevere e condividere informazioni, foto e video come in una piazza virtuale di una città del futuro non troppo lontano.
Una partecipazione attiva dei cittadini per recuperare identità sociale, senso di appartenenza e memoria. In pratica si tratta di un enorme database che raccoglie i contenuti da web, Facebook e Twitter e li rende disponibili tramite web service ad altre applicazioni remote.
Un proposito che, però, rischia di entrare nella lista delle opere incompiute e che ricorda il vecchio progetto della Provincia dell’Aquila, che pure ha fatto una brutta fine: ben prima del sisma 2009, nell’ambito dell’iniziativa “albergo diffuso”, si sarebbero dovuti installare totem informativi e interattivi nelle frazioni e nei comuni del comprensorio, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
Non sono stati mai montati e di loro, oggi, restano sul territorio solo cabine vuote in cemento e acciaio, la speranza è che nel capoluogo non avvenga la stessa cosa con gli “Smart Node”.





