L’AQUILA – “Oltre al danno anche la beffa”, per i proprietari degli appartamenti in via Bominaco e Collepietro (L’Aquila), da poco ricostruiti e derubati di 11 caldaie nella notte tra martedì e mercoledì.
Dopo il furto infatti ai condomini sono stati chiesti dalla Gran Sasso Acqua “mille euro ad allaccio” per il ripristino delle utenze provvisorie dell’acqua, in attesa della costruzione della rete dei sottoservizi.
A raccontare la vincenda l’architetto aquilano Luca Carosi, proprietario di uno degli appartamenti derubati e direttore dei lavori dei consorzi Collepietro e Bominaco.
“Le case sono state derubate anche perché i proprietari che sono i primi controllori non erano negli appartamenti – spiega – Questo perché da novembre, data di fine lavori, dopo numerosi sopralluoghi delle società gestrici dei servizi, non abbiamo ancora le utenze, nonostante le richieste di allaccio siano state effettuate sei mesi prima della conclusione dei lavori”.
“Il giorno seguente al furto il presidente del consorzio si è recato negli uffici della Gsa per avere contezza degli allacci e gli è stato risposto che i provvisori costeranno mille euro ognuno – prosegue – Siamo stati derubati e dovremo comprare di nuovo le caldaie a spese nostre, inoltre ora ci sarebbe anche questa nuova spesa”.
Gli allacci dell’acqua per i due consorzi sono 10, quindi la spesa complessiva è di 10 mila euro da suddividere tra tutti i condomini.
Non solo, nei palazzi dei consorzi Collepietro e Bominaco a oggi mancano anche gli allacci di Enel, Telecom e 2iretegas.
“La responsabilità a sette anni dal sisma è anche dell’amministrazione perché la realizzazione dei sottoservizi non è stata contestuale alla ricostruzione e non sta andando di pari passo – aggiunge – Sono infatti gestiti separatamente e questo vuol dire che i costi degli allacci provvisori ricadono sui terremotati, perché le società gestrici dei servizi non se ne assumono gli oneri. Uno dei primi stanziamenti fatti ai tempi di Guido Bertolaso è stato proprio quello inerente i sottoservizi, peccato che poi non si è trovato con la stessa celerità il sistema per appaltare gli i lavori”.
Carosi solleva anche il problema sicurezza del centro storico sottolineando che “di notte è terra nessuno, tant’è che i ladri hanno comodamente portato dei mezzi, spaccato portoni e prelevato 11 caldaie senza che nessuno se ne accorgesse”.
“Il Comune non si è neppure premurato di occuparsi di un piano di sorveglianza magari servendosi dell’aiuto dei vigili urbani per i turni notturni – conclude – Non c’è nessuna sorveglianza a fronte dell’elevato costo dell’ occupazione di suolo pubblico che sopportano le imprese esecutrici dei lavori di riscostruzione”.






