L’AQUILA – E’ stato arrestato dalla Squadra mobile a L’Aquila un macedone di 36 anni, accusato di aver perpetrato ripetute violenze nei confronti delle due nipoti, minorenni, orfane di padre, e abbandonate dalla madre, dimoranti nella sua abitazione. Picchiate selvaggiamente, prese a frustate con un cavo elettrico anche per futili motivi, schiaffeggiate e aggredite con un manico del martello, per un finestra rotta, per l’uso dello smartphone che l’orco non tollerava.

Le due ragazzine vivevano nella casa dello zio, con la moglie di lui e la nonna.

A darne notizia, Marcello Ianni sul quotidiano Il Messaggero.

Le violenze sono cominciate nel 2020. Provvidenziale l’intervento delle insegnanti dell’Istituto di istruzione superiore Ottavio Colecchi nel polo di Colle Sapone, che si sono allertate avendo riscontrato lesioni e ferite sul corpo delle due povere ragazze, che hanno raccontato tra le lacrime l’inferno che stavano vivendo.

Le insegnanti sono dunque andate in questura a presentare denuncia, ed è scattata l’indagine portata avanti dal sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila, Roberta D’Avolio.

L’arrestato, assistito dall’avvocato Francesco Valentini, deve rispondere di atti persecutori e lesioni.

Come riferisce il Messaggero, ultimo caso di violenza il 10 dicembre scorso quando lo zio, avendo scoperto che una delle due ragazze non era andata a scuola, l’ha presa per i capelli, e poi l’ha colpita con un bastone di ferro, ferendola ad un braccio. Altre volte le due ragazze sono state colpite con il sostegno rotto di un comodino per costringerle a farsi consegnare i telefoni cellulari. Una delle sorelle, ancora prima, è stata frustata con un cavo elettrico sulla schiena, dopo che lo zio aveva scoperto che si scambiava messaggini con il fidanzato. Ed entrambe sono state picchiate con il manico del martello perché si era rotta la persiana della loro cameretta.