L’AQUILA – La bara in legno chiaro coperta con un semplice mazzo di fiori di campo sostituito, prima di iniziare la cerimonia funebre, con il drappo bianco e la croce rossa dei Cavalieri del Santo Sepolcro. 

Una cerimonia sobria nella chiesa di Pettino, all’Aquila, e tantissime persone si sono strette al dolore della famiglia per l’ultimo saluto al barone Angelo de Nardis, 82 anni, padre di Domenico, responsabile dell’Avvocatura generale. 

Commendatore dell’Ordine Equestre del San Sepolcro di Gerusalemme, Cavaliere di Croazia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Cavaliere del Pontificio Ordine Equestre di S. Silvestre Papa, é stato un grande appassionato e studioso della storia della città. 

Lascia la moglie Clelia Dei, docente di matematica alle scuole superiori e gli altri figli Giuseppina, Massimo, musicista e Francesco Saverio, avvocato.

“Tocca a noi e ai familiari – ha spiegato don Dante Di Nardo nel corso dell’omelia, come riportato dal Centro – accogliere e fare in modo che tutto il bene creato da Angelo possa essere trasferito alle nuove generazioni. C’è un aspetto che spesso ricordo nelle mie omelie: in questo momento le mie, le nostre parole, non servono per Angelo, che dal canto suo sta già parlando con Dio. Queste parole servono a noi, servono per migliorarci. Angelo è arrivato alla fine della sua avventura umana e storica. Ci ha indicato la mèta del nostro percorso, vivere la vita umana non tralasciando l’attenzione agli altri, per fare in modo che possiamo migliorarci continuamente”.