L’AQUILA – La Guardia di finanza dell’Aquila, su provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo Giuseppe Romano Gargarella, e su richiesta della procura della Repubblica, ha sequestrato beni mobili e immobili per circa 110 mila euro a una società operante con sede all’Aquila nel settore delle installazioni di impianti idraulici e di condizionamento, il cui amministratore L.M. 50 anni di Roma, aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti per abbattere il reddito della sua impresa.

L’imprenditore, una volta scoperto dalle Fiamme gialle nel corso di un controllo, aveva venduto fittiziamente alla moglie un appartamento e un terreno, per sfuggire alla procedura esecutiva di recupero delle imposte tra Ires e Iva.

Ma le ulteriori indagini svolte dai finanzieri, coordinate dal procuratore capo, Fausto Cardella, e dal pm Simonetta Ciccarelli, hanno svelato l’arcano: la moglie dell’imprenditore, di fronte al notaio, aveva presentato, come mezzi di pagamento, assegni scoperti, tratti da un suo conto corrente.

Gli assegni, emessi per alcune decine di migliaia di euro, chiaramente, non sono mai stati incassati dal marito.

Da qui l’accusa per entrambi di sottrazione fraudolenta al pagamento della imposte e l’emissione di un ulteriore decreto di urgenza di sequestro preventivo degli immobili simulatamente venduti.