L’AQUILA – La riattivazione della struttura residenziale per anziani ex Onpi è vicina.

“Anche se formalmente non abbiamo ancora avuto comunicazioni dal Provveditorato – spiega ad AbruzzoWeb il direttore della struttura, Fabrizio Giannangeli – dalle ultime telefonate intercorse sembra che lo sblocco della situazione sia imminente. I primi di luglio ci sarà la presentazione della struttura, entro il mese la riattivazione ai primi 40 ospiti. Anche il sindaco ha condiviso la decisione di  presentare ufficialmente la struttura in quella data”.

L’ultimatum lanciato qualche giorno fa dal Comune dell’Aquila al provveditorato alle Opere pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, svelato da questo giornale, sembra insomma aver sortito gli effetti sperati.

Nella lettera, l’amministrazione chiedeva di riaprire al più presto una parte della struttura, chiusa dopo gli ingenti danni riportati a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, evocando il rischio di un contenzioso.

La zona da riattivare, con i 40 posti per le persone non autosufficienti, è praticamente pronta. Mancano solo le rifiniture, come “la sistemazione dei cancelli e delle porte, cose che possono venir realizzate anche nei giorni precedenti la riapertura”, aggiunge il direttore.

Fiducioso anche Venanzio Gizzi, presidente dell’istituzione Csa, Centro servizi anziani. “Attendiamo solo l’ok ufficiale, ma siamo sicuri che entro i primi 15 giorni di luglio riapriremo. Lunedì abbiamo il consiglio di amministrazione per fare il punto della situazione e il sopralluogo definitivo”.

Gli ex ospiti della residenza attendono da quattro anni di ritornare. Molti, addirittura, sono stati trasferiti fuori regione: dei 60 anziani presenti al 5 aprile 2009, ben 39 oggi si trovano a Sora, gi altri sono invece tornati nelle famiglie di origine. Il tutto per un costo di 27 mila euro al mese complessivi che la Protezione civile regionale paga per 14 utenti (65 euro giornalieri) per l’assistenza alberghiera.
 
L’urgenza di riaprire i battenti della struttura è collegata anche alle condizioni climatiche: ad agosto sarebbero troppo problematiche per il caldo che gli anziani si troverebbero ad affrontare.

Intanto stanno arrivando centinaia di richieste di accesso alla struttura. “Finora -dice Giannangeli – ne sono circa 400, metà delle quali considerabili. La struttura è all’avanguardia, solo a Trento ce n’è una simile con lo stesso sistema di controllo di ‘telegestione’ interno ed esterno”.

A fremere è anche il personale che dal 6 aprile 2009 è in attesa di tornare a lavoro: si tratta di 10 operatori socio sanitari, 2 infermieri, un terapista della riabilitazione motoria, un medico e un geriatra, impiegati, questi ultimi a tempo parziale.

Per il completamento di tutta la struttura, il presidente Gizzi auspica tempi ragionevoli. “Speriamo che tutto il complesso sia pronto entro la fine dell’anno”.

La struttura era dotata in origine di 40 posti per persone anziane non autosufficienti e autorizzata per ulteriori 40 posti letto per anziani autosufficienti e per 28 posti destinati all’utenza occasionale.

Con l’accordo siglato tra dipartimento per le Politiche della famiglia, la Regione Abruzzo, il provveditorato e il Comune verrà dotata di altri 40 posti, di aree “social housing” per l’accoglienza delle ragazze-madri e di un nucleo per la cura dei malati di Alzheimer che comprende 12 posti letto, grazie all’inglobamento dei locali che prima del sisma erano utilizzati dall’Università dell’Aquila, infine altri 60 posti in corso di realizzazione a cura della Asl.