L’AQUILA – È nata “Giovine L’Aquila”, associazione giovanile di promozione sociale, e annuncia “battaglia” sulle questioni degli under 30.

Obiettivo primario: promuovere l’integrazione sociale e la partecipazione attiva dei ragazzi “alla formazione delle scelte programmatiche dell’amministrazione e alla loro concreta attuazione”, come si legge sul blog del sodalizio.

I ragazzi di GLAQ vogliono tutelare i diritti di tutta la gioventù aquilana, che più volte ha visto le proprie esigenze messe da parte dalle istituzioni del capoluogo abruzzese.

Dicono basta ai “contentini”, dati in pasto al proprio segmento sociale per placare i fervori.

“Ricordiamo – affermano – quando nel 2010 l’allora assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane e l’attuale consigliere comunale di opposizione Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale, promisero alla delegazione studentesca del Cotugno la realizzazione di un caffè letterario nella piazza di fronte alla basilica di San Bernardino. Purtroppo rimasero parole”.

Con un organo direttivo che non supera i 22 anni, GLAQ conta già 21 soci, e continua ad accrescere il proprio numero di iscritti.

Grazie al carattere trasversale, ma soprattutto apartitico e slegato da qualsiasi tipo di sindacato o movimento già esistente, rinnova il paesaggio associazionistico giovanile aquilano.

Proposte inedite e opportunità di aggregazione, anche attraverso l’utilizzo di piattaforme virtuali, quali social network e blog.

La “Giovine L’Aquila” si presenta come nuovo canale di espressione per i ragazzi aquilani che intendono tornare a vivere la propria città e che credono “nella possibilità di una società libera dalle dinamiche di corruzione e omertà”.
 
Per entrare a farne parte basta avere un’età compresa fra i 13 e i 30 anni e, ovviamente, voglia di impegnarsi.

A tal proposito, una delle questioni di cui i giovani di GLAQ hanno iniziato a occuparsi da subito è quella relativa alla gestione degli ex-fondi Meloni, da principio riservati a progetti culturali per ragazzi e ora impiegati nel progetto di riqualificazione del Borgo della Rivera, area dell’ex-mattatoio.

“Vogliamo essere il megafono dei ragazzi e rilanciare la nostra città sul palcoscenico socio-culturale, in particolar modo giovanile” dice ad AbruzzoWeb il presidente, Simone Scimia, 22 anni.

“La nostra intenzione è, fra le altre, di promuovere l’interazione fra le varie associazioni per la promozione sociale e di volontariato, presenti in gran numero all’Aquila. Così possiamo dimostrare che il potenziale del capoluogo abruzzese, in materia di risorse umane, è molto più forte di quanto possa apparire dopo aver dato un’occhiata, per esempio, all’operato delle istituzioni locali, da dopo il sisma a oggi” e afferma: “Siamo pronti a non fare passi indietro di alcun tipo negli impegni che stiamo prendendo e che prenderemo in futuro. D’altronde la determinazione che ci ispira è quella mazziniana”. Federica Adriani