L’AQUILA – È venuto a mancare questa notte all’età di 75 anni causa di una malattia Giampaolo Gioacchino Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, divenuto noto, in occasione del terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito la città dell’Aquila, per le sue ricerche sulla possibilità di prevedere i terremoti.

“Un uomo generoso, caparbio, legatissimo alla famiglia e per i quale la parola “amicizia” ha un grande valore”, si legge nella pagina della Fondazione che porta il suo nome. A seguire tanti messaggi di cordoglio per una persona ben voluta.

Giampaolo Giuliani, con i suoi collaboratori, ha effettuato ricerche sulla correlazione fra il rilascio di radon dalla crosta terrestre e il verificarsi di terremoti. Gli studi del gruppo, iniziati nel 2000 dopo un terremoto in Turchia (1999), realizzando un rivelatore di sua invenzione. Teoria non accolta dalla comunità scientifica

I suoi studi hanno preceduto di qualche tempo la scossa devastante del 2009 all’Aquila e gli avrebbero permesso, almeno secondo alcune testimonianze, di pre-allertare i cittadini per consentire loro di abbandonare le case la notte tra il 5 e 6 aprile 2009.

“La morte di Giampaolo Giuliani mi addolora, era una persona generosa che aveva un solido obiettivo. Studiare e cercare un sistema di previsione dei terremoti, ed in questo senso aveva lavorato sui precursori sismici in maniera assidua. Se penso a Giampaolo, immediatamente ripenso ai giorni prima e dopo il terremoto del 6 aprile, durante lo sciame sismico che ossessionava L’Aquila, a come fu osteggiato ed addirittura denunciato. Ho partecipato con lui a vari incontri ed iniziative ed era sempre spinto da un generoso desiderio di capire e di trovare soluzioni. Per un lungo periodo è stato un punto di riferimento ed in molti a lui si rivolgevano per sapere qualcosa di più. Lo ricordo con affetto. Condoglianze alla famiglia”, scrive Stefania Pezzopane.