L’AQUILA – Risalgono all’aprile 2015, quindi abbastanza datati, gli accertamenti sull’Asilo occupato dell’Aquila che hanno portato all’indagine sullo spaccio di droga all’interno della struttura.
Lo apprende AbruzzoWeb da fonti investigative, con l’inchiesta della squadra Mobile che oltre un anno fa ha portato alle denunce dei due giovani, un’aquilana e un laziale, di cui si è avuta notizia oggi, ma non a degli arresti.
Al di là dei singoli episodi di spaccio su cui si è proceduto, di particolare interesse degli inquirenti, coordinati dal dirigente Maurilio Grasso, c’era la “connection” che si era creata con parte della droga proveniente dalla Spagna.
Gli uomini della Narcotici diretta dall’ispettore Nazzareno Buccella hanno compiuto accertamenti su automobili con gps e intercettazioni che hanno portato anche a scoprire qualche smercio legato al mercato aquilano, finito nel fascicolo d’indagine.
Alla fine degli accertamenti, è stata trovata conferma dell’esistenza di una partita di droga giunta dalla penisola iberica, ma ci sono stati altri carichi tanto da far pensare a un canale solido da smantellare.
Anche a livello quantitativo non si trattava di un’enorme partita di sostanza illecita, ma le consegne c’erano state, le intercettazioni secondo gli inquirenti parlano molto chiaro.
L’inchiesta risulta attualmente ancora aperta, con numerose posizioni al vaglio della magistratura. (alb.or.)






