L’AQUILA – “Il ruolo dell’Arma qui nel cratere sismico è di grande importanza, i flussi di denaro della ricostruzione non possono non attirare l’attenzione della criminalità organizzata, ma è importante anche la partecipazione dei cittadini, perché l’omertà il terreno più fertile per il suo insediamento in un territorio, e credo che da questo punto di vista in Abruzzo ci sano soldi anticorpi”.

Si è presentato così il colonnello Giuseppe Donnarumma, 51 anni, nato a Udine, che ha assunto l’incarico di Comandante provinciale dei Carabinieri della Provincia dell’Aquila in sostituzione del colonnello Savino Guarino, dopo aver lasciato lo stesso incarico nella Provincia di Pesaro e Urbino.

Donnarumma ha voluto incontrare oggi la stampa, dopo aver visitato la sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc), dove il coordinatore Paolo Esposito e il personale tecnico gli hanno illustrato il modello di governance e di gestione dei processi di ricostruzione.

“Sono onorato di essere qui all’Aquila, in una terra ferita da un devastante terremoto. Ho vissuto nel 1976 il terremoto del Friuli, 56 secondi di scossa che hanno cambiato anche la mia vita, mi hanno insegnato cosa significa vivere al servizio di una collettività dopo una catastrofe”, ha aggiunto.

A proposito di microcriminalità, il nuovo comandante ha aggiunto che “in Provincia dell’Aquila non si può parlare di emergenza, ho operato in altri territori dove si verificavano anche sette rapine al giorno. È importante comunque oltre all’azione repressiva, il tenere alta la guardia, la collaborazione anche qui dei cittadini, non è più tempo di tenere per esempio la chiave della toppa della porta di casa”.

Un curriculum di peso, quello di Donnarumma, che si fregia anche di una medaglia di bronzo al Valor Civile, per aver contribuito nel novembre 2007, a liberare degli ostaggi, dopo essere rimasto ferito in una sparatoria durante una rapina nell’ufficio postale di Pula, sulla costa sud occidentale della Sardegna.

Laureato in Ingegneria Industriale all’Università di Udine e presso la facoltà di Giurisprudenza di Roma, l’ufficiale ha intrapreso la carriera nell’Arma nel 1986.

Ha operato per quasi 12 anni quale comandante di Compagnie ad alto profilo operativo delle province di Milano e di Varese, dedicandosi all’individuazione degli autori di innumerevoli crimini efferati.

Ha ricoprendo anche l’incarico di vice comandante del Ros di Milano guidando i suoi uomini alla cattura degli autori del sequestro di persona a scopo di estorsione dell’industriale lombardo Fabio Tacchinardi e alla liberazione del sequestrato.

Ha prestato servizio nei Balcani, occupandosi delle attività di individuazione e cattura dei responsabili di eccidi serbi nell’enclave di Sebrenica, ad opera delle milizie del generale Ratko Mladic.

È stato poi comandante dal 2003 del Nucleo investigativo provinciale di Cagliari, ha operato per 5 anni alle strette dipendenze della procura distrettuale antimafia, occupandosi di importanti indagini in materia di narcotraffico e traffici di armi.

Infine la nomina a comandante provinciale a Pesaro Urbino ed ora il nuovo incarico in Abruzzo.