L’AQUILA – “Noi accogliamo tutti quelli che possiamo accogliere, non ci saremmo mai sognati di lasciare fuori al freddo una persona”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb Paolo “Pierino” Giorgi, del Movimento Celestiniano dell’Aquila, in risposta a quanto affermato ieri a questo giornale da una donna, Anna, senza fissa dimora di 58 anni: “Ogni tanto ha tentato, qui all’Aquila, di chiedere ospitalità per la notte sia alla Caritas che al Movimento Celestiniano, ma mi è sempre stato risposto che potevo solo mangiare, perché per dormire non c’era posto”.

Ora la donna, che ha affermato di essere una pensionata invalida, si trova, ha assicurato, in una casa-famiglia di Preturo, frazione del capoluogo d’Abruzzo, anche se a tempo determinato.

“Non so se si tratta in questo caso della stessa donna accompagnata dalla polizia circa dieci giorni fa che aveva bisogno di mangiare, non di dormire”, chiarisce Giorgi che poi spiega che “la nostra struttura sta accogliendo tutti coloro che possiamo accogliere, per questo le nostre stanze sono piene di persone, stracolme. Ecco perché spesso ci siamo rivolti agli alberghi, dove spendiamo i nostri soldi. Questo per rispondere a chi ci accusa di arricchirci con gli immigrati”.

“Io però sono convinto che all’Aquila ci sia gente eccezionale, è una delle città migliori per quanto riguarda l’attenzione ai poveri, le reti di prossimità ci sono, le associazioni pure”, prosegue.

“Purtroppo, la povertà è in aumento ma sul campo ci siamo sempre per non lasciare le persone a dormire all’aperto, abbiamo anche pagato gli alberghi per dare ospitalità a chi ne ha bisogno, ma bisogna dire il sistema di accoglienza è sovraccarico. Qui mancano le istituizioni”, lancia poi un grido d’allarme prima di tirare fuori un “progetto di dieci anni fa con l’allora vescovo don Giuseppe Molinari per mettere su un dormitorio che avrebbe permesso di accogliere gratuitamente i senzatetto, ma in città è stata vista come una cosa da non dover fare”.

“Allora ci rimbocchiamo le maniche e facciamo quello che possiamo”, conclude.