L’AQUILA – Il Comune è responsabile sotto il profilo civile se un cittadino viene morso da un cane randagio. Lo ribadisce una sentenza del giudice di pace dell’Aquila che ha condannato l’ente a risarcire una donna I. T. la quale alcuni anni fa fu azzannata da un cane a un polpaccio, con 883 euro più spese legali.
L’iter giudiziario è stato lungo e articolato in quanto nell’avvio della controversia di risarcimento la parte civile aveva chiamato in causa anche l’Asl lamentando danni fisici e psicologici.
Per la verità il Comune aveva eccepito il difetto di legittimazione passiva “in quanto soggetto del tutto estraneo al rapporto tra la ricorrente e l’Asl alla quale spettano i controlli in materia di randagismo come da normativa vigente”.
Il giudice, invece, ha ritenuto che comunque la responsabilità sia del Comune. Alla base della decisione la considerazione che l’Asl è tenuta solo alla cattura dei randagi soprattutto in un territorio come quello comunale dove il fenomeno del randagismo è consistente e non si fa prevenzione.
La sentenza è divenuta esecutiva alla fine dello scorso anno e il Comune ha comunque liquidato il dovuto mentre la parte civile è stata assistita dall’avvocato Giovanni Coletti che ha notificato l’atto di precetto.
Del resto una sentenza “pilota” del 2020 dello stesso ufficio giudiziario aquilano ha ritenuto fondata la responsabilità del solo Comune per un episodio molto simile. Inoltre le recenti sentenze di Cassazione sembrano andare nella maggioranza dei casi verso questo tipo di responsabilità mettendo in secondo piano quelle delle Asl.






