L’AQUILA – “Sono molto felice che oggi Papa Francesco ha iniziato il summit contro la pedofilia. Pure io, dopo circa 30 anni, ho confessato a una mia amica psicologa e ad altri miei amici fidati che quando ero in prima media, fui abusato sessualmente da un pedofilo, ma non prete”.
A scriverlo, sul suo profilo facebook, don Giovanni Gatto, parroco di Tempera, frazione di L’Aquila. Originario di Montebelluna in provincia di Treviso, don Giovanni, molto amato e stimato dalla comunità, è salito alla ribalta delle cronache, il 17 aprile 2018, per essere stato trovato dai carabinieri semi svenuto nel suo alloggio del progetto Case, con la bombola del gas aperta. Prontamente soccorso e trasportato dagli operatori del 118 all’ospedale San Salvatore è stato poi ricoverato con una prognosi di 20 giorni.
Don Giovanni Gatto ha anche più volte denunciato infiltrazioni della malavita organizzata e minacce da parte della camorra nei suoi confronti.
La dolorosa rivelazione viene resa nota da don Giovanni Gatto nelle ore in cui si sta svolgendo in Vaticano la seconda giornata del summit sul tema della pedofilia nella Chiesa, a cui partecipano i rappresentanti dei vescovi di tutto il mondo. Ieri c’è stato l’appello di papa Francesco, che ha invocato “misure concrete” contro gli abusi, e le testimonianze di alcune vittime. Tra queste quella di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, “Ho subito molestie sessuali,fino alla masturbazione. Ripetute, da più di un prete. Avevo 11, 12, 13 anni”.
Nel post Giovanni Gatto spiega che “sono guarito da questa ferita tremenda grazie a una mia amica professoressa di Psicologia, grazie ai miei superiori, al mio direttore spirituale, ai miei amici e familiari più intimi e grazie a Fortunato Di Noto, sacerdote fondatore di Meter che lotta contro il gravissimo reato della pedofilia. E grazie soprattutto a Gesù e alla Madonna nostra Mamma Celeste. Ora sto bene e ho perdonato dopo anni il pedofilo che mi ha ferito gravemente. Ora vorrei aiutare anch’io don Fortunato Di Noto e la sua associazione Meter nella lotta contro la pedofilia”.
“Ringrazio di cuore con immenso affetto anche il mio cardinale di L’Aquila, Giuseppe Petrocchi, il quale, come un vero papà mi è molto vicino ed è anche un bravissimo psicoterapeuta. Dio lo benedica”, conclude don Giovanni Gatto.
Nelle testimonianze delle vittime ascoltate durante la prima giornata il vertice contro la pedofilia in Vaticano è trasudato tutto il dolore delle infanzie e delle adolescenze rubate. Impossibile restare indifferenti: “Qualcuno ha pianto”, confessa mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente dei vescovi d’Europa, intercettato in una pausa dai lavori.
Papa Francesco ha aperto il vertice ricordando ai presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, convocati fino a domenica in Vaticano, che i fedeli si attendono “non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre”. “Grava sul nostro incontro il peso della responsabilità pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità. Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre: ci vuole concretezza”.





