L’AQUILA – Pagare le ditte capofila nei cantieri della ricostruzione post-sisma solo se dimostrano a loro volta, con fatture quietanzate, di aver pagato le piccole ditte subappaltatrici.

Questo il contenuto della mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio comunale dell’Aquila, a firma dei consiglieri di opposizione Raffaele Daniele (Unione di centro) e Guido Liris (Forza Italia) alla presenza di decine di lavoratori delle ditte subappaltatrici: elettricisti, idraulici, piastrellisti e pittori, oramai stremati, come già riferito da AbruzzoWeb, perché non vengono pagati anche da anni per lavori già effettuati.

Sindaco e Giunta, dice la mozione, dovranno fare pressioni sul governo nazionale per far inserire le modifiche nella nuova legge sulle regole della ricostruzione privata, di cui si attende da mesi l’approvazione, superando l’articolo 11-bis della cosiddetta “legge Barca” che considera sufficiente l’auto-certificazione.

Esprime soddisfazione Nino Bruno, presidente della Libera cooperativa di garanzia della provincia dell’Aquila, presente in aula consiliare affianco a tanti altri piccoli imprenditori e operai.

“Ora la speranza è che la legge venga approvata con queste modifiche il prima possibile – spiega Bruno – Le grandi ditte con le false certificazioni sul pagamento dei lavori dei subappaltatori ci hanno marciato per troppo tempo e hanno incassato in questo modo milioni di euro, lasciando nei guai i loro subappaltatori”.

E per Bruno, questa mozione è un passo in avanti perché “si stabilisce un principio: il governo deve ascoltare le piccole imprese nel riscrivere le regole degli appalti della ricostruzione, che conoscono bene la materia e sanno dove è necessario intervenire”.

Gli fa eco Maurizio Falancia, titolare di una ditta di termo idraulica, a che ad AbruzzoWeb fa toccare con mano la portata del problema.

“Per le grandi ditte siamo l’equivalente delle banche, ci usano per ottenere liquidità, non pagandoci e in questo modo ci stanno dissanguando – spiega con sarcasmo – Io aspetto pagamenti anche da 3 anni, ho licenziato un operaio nel 2013 e un altro poche settimane fa. Non posso pagare a mia volta i fornitori, e la cosa più grave è che non sono nelle condizioni di prendere altri lavori”.

Il sindaco, Massimo Cialente, nel suo intervento ha ricordato che autocertificare senza averlo fatto di aver pagato le ditte subappaltatrici per ottenere i pagamenti dai Comuni è un reato.

E ha ribadito di essersi già recato ala Guardia di finanza a segnalare casi specifici a sua conoscenza.

Il consigliere di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare ha spento infine gli entusiasmi.

“Tutto giusto, ma della legge per la ricostruzione privata –  spiega – se ne parla dal maggio 2014, e non mi risulta che sia stata depositata in Parlamento per avviare l’iter. Il rischio è che le nuove regole arrivino tra molti mesi, mentre la ricostruzione e i subappaltatori non possono attendere un minuto di più”.