L’AQUILA – È caos in seno ai partiti di maggioranza e opposizione dopo il via libera dato dal Consiglio comunale dell’Aquila alla realizzazione di una discoteca in località Pile nella zona Ovest della città, il cui percorso autorizzativo è stato segnato da rilievi, per alcuni abusi, e polemiche.
E pare che sulla vicenda non siano finiti gli scontri e le divisioni. Intanto, nella querelle spunta un retroscena clamoroso e il progetto di un altro locale d’intrattenimento, questa volta a Monticchio, dall’altra parte della città: secondo alcune fonti interne all’amministrazione, sarebbe stato messo sul piatto della bilancia da parte del centrosinistra, favorevole al locale a Pile, come forma di compensazione per sanare i conflitti interni all’assise civica sullo spazio ricreativo della zona Ovest.
Ma le due situazioni sono molto diverse. L’immobile “della discordia”, di proprietà della Orione costruzioni dell’imprenditore Massimiliano Nurzia, originariamente destinato dal piano regolatore a zona per “attrezzature generali” ha ottenuto il cambio di destinazione d’uso ad “attività ricettive” tra le polemiche di una parte del centrosinistra e del centrodestra, che al voto finale si sono spaccati.
Un via libera nonostante la commissione Territorio si fosse, in precedenza, espressa negativamente. Chiaro invece e sulla carta liscio il percorso per l’altra discoteca di cui si parla in questi giorni, che dovrebbe nascere una volta riattivato il complesso della multisala Garden, che prima del terremoto ospitava un cinema e un locale di intrattenimento, il “Frida”.
CHI HA VOTATO COME
Tra i favorevoli al progetto di Nurzia, il sindaco, Massimo Cialente, e l’assessore all’Urbanistica Pietro Di Stefano, in primis, e poi il capogruppo dell’Italia dei valori, Giuliano Di Nicola, il gruppone del Partito democratico e i centristi di Alleanza per l’Italia e dei Cattolici democratici, nonché del socialista Antonio Nardantonio.
Tra i “no di governo”, invece, quelli del capogruppo di Rifondazione comunista, Enrico Perilli, e dei Socialisti riformisti, Gianni Padovani, mentre dall’altro fronte c’è stata la contrarietà di Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), di Angelo Mancini (Italia dei valori-L’Aquila oggi), Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), autore di un vivacissimo battibecco con il primo cittadino, Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) e l’astensione di Guido Liris (Popolo della libertà) e Raffaele Daniele (Unione di centro).
In linea con la maggioranza, in ultimo, Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila, candidato sindaco del centrodestra) ed Enrico Verini di Futuro e libertà.
L’ASSESSORE
Un Consiglio, quindi, spaccato nelle sue varie componenti, che sono andate in ordine sparso e hanno infuocato i toni di un dibattito spesso sopra le righe, con accuse reciproche e urla che hanno portato il presidente dell’aula, Carlo Benedetti, a parlare di “siparietto non edificante” per l’organo comunale.
Di Stefano, ad AbruzzoWeb, ha così motivato il suo sostegno al progetto: “dal punto di vista politico dico che in questa città mancano i luoghi di aggregazione, non solo discoteche, ma anche cose come teatri o caffè letterari, e ogni volta che si tenta di realizzare qualcosa c’è chi fa distinguo di lana caprina”.
“Quanto all’aspetto burocratico – aggiunge – abbiamo seguito un iter amministrativo regolare dettato dalle norme del Prg: il nostro strumento urbanistico prevede che i cambi di destinazione d’uso si possano fare, con il consenso del Consiglio comunale, e così abbiamo fatto”.
Sulle ipotesi di compensazione, Di Stefano è categorico: “sono solo fantasie, mi vergognerei a fare la politica del baratto, se si vuole aprire un’altra discoteca alla Garden qual è il problema? Tra l’altro lì già c’era un locale destinato a tale finalità”.
I POLEMICI
Ci vanno giù duri, al contrario, Perilli e il capogruppo di Prospettiva 2022, Luigi D’Eramo. Per l’esponente comunista “non s’è voluto capire che nel capannone di Nurzia è stato consumato un abuso vero e proprio, perché i lavori di realizzazione della discoteca sono stati fatti prima delle autorizzazioni”.
“In quattro anni – prosegue Perilli – questa città è stata devastata dall’abusivismo edilizio e il Comune non ha mai proceduto a fare sequestri, come gli consente la legge attraverso l’Ispettorato urbanistico”.
Sulla discoteca a Monticchio, però, dice di “non saperne nulla, se arriveranno degli atti li leggerò, se le carte sono a posto non ho nulla in contrario”.
Ancora più pesante D’Eramo: “È stata scritta una pagina buia, i cittadini non hanno più garanzie, da oggi chiunque potrà decidere di trasformare casa sua in un albergo o il garage in un negozio e poi chiedere l’ok al Consiglio che, dopo questo precedente, non potrà negarlo”.
“Il chiacchiericcio che vedrebbe accordi trasversali tra maggioranza e opposizione su una nuova discoteca oltre quella già autorizzata – sottolinea – non mi piace e allo stesso tempo non mi interessa”.
“Come è noto alla Garden già c’era un locale da ballo e quindi non credo che necessiti di autorizzazioni di Consiglio perché non dovrebbero esserci variazioni di destinazione d’uso – conclude – Non vorrei che questa arroganza della maggioranza nascondesse altro. E non fatemi dire nulla di più”.





