L’AQUILA – La nomina dell’avvocato Antonio Orsini, dell’Ufficio legale del Comune dell’Aquila, a direttore del Centro servizi per anziani (Csa) ex Onpi è illegittima e va cancellata, e andava fatto un regolare concorso.

A sostenerlo in un ricorso al Tribunale del lavoro è la dirigente comunale Patrizia Del Principe, difesa dall’avvocato Domenico Russo, che si ritiene parte lesa in quanto con tutti i requisiti per partecipare ad un concorso.

La Del Principe è tuttora sospesa dai pubblici uffici perché indagata per un presunto tentativo di “truccare” a suo favore proprio il concorso per la direzione dell’ex Onpi, e per presunte tangenti nelle forniture della struttura.

Nell’inchiesta dei sostituti procuratori Fabio Picuti e Stefano Gallo sono inquisiti anche Carlo Pirozzolo, segretario generale del Comune, e Bruno Galgani, imprenditore originario di Antrodoco (Rieti). Per tutti e tre è stato richiesto il rinvio a giudizio

Ora Del Principe va però al contrattacco, mettendo in discussione il decreto sindacale 56 del 3 aprile 2015, ritenuto nel ricorso “affetto da vizi che determinano l’illegittimità” della nomina direttoriale conferita ad Orsini. Figura chiave dell’ente di cui è presidente Venanzio Gizzi, affiancato nel cda Antonio Ruggeri e Domenico Ciammetti.

Nel ricorso ai giudici del lavoro si sostiene infatti che “non è stata effettuata nessuna selezione pubblica e non è condivisibile la motivazione della nomina sulla base della inclusione dell’avvocato Orsini nella graduatoria degli idonei di un concorso pubblico volto all’assunzione della figura professionale di dirigente amministrativo”, perché differente “dalla figura di direttore di un’Istituzione quale il Centro servizi anziani”.

Dalla lettura del curriculum dell’avvocato Orsini si evidenzia poi che in esso “non sono rinvenibili né conoscenze né pregresse esperienze lavorative in ambito sociale, assistenziale e sanitario, tranne la semestrale direzione del Centro servizi anziani, durante periodo di chiusura dei locali dell’ex Onpi in seguito al sisma, periodo in cui gli anziani si trovavano a Sora nel Lazio”.

Si registra, inoltre, che il provvedimento è motivato da un continuo richiamo alla “urgenza di provvedere”, dovuto alla vacatio della figura direttoriale, che, però, “non può giustificare la violazione dei principi e delle norme”.

Infine nel ricorso si fa riferimento alla bocciatura della Del Principe alla prova  di concorso del marzo 2015 – quella sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti – come unica candidata a direttore del Centro servizi anziani.

“Prive di pregio – si legge infatti nel ricorso – sarebbero eventuali censure volte ad evidenziare il giudizio di inidoneità conseguito dalla dott.ssa Del Principe all’esito della prova orale del concorso, quale potrebbe affermarsi una pretestuosa conseguente impossibilità di conferirle l’incarico”.

L’odierna ricorrente, infatti, tanto a seguito della prova concorsuale, quanto precedentemente alla stessa, ha mantenuto i requisiti soggettivi per risultare  destinataria di un incarico dirigenziale.

Dalla nomina di Orsini la ricorrente Del Principe “avrebbe patito un danno”, perché al di dell’esito del concorso, “ha mantenuto i requisiti soggettivi per risultare  destinataria di un incarico dirigenziale” e se “vi fosse stata una selezione, con molta probabilità sarebbe risultata il soggetto più meritevole dell’incarico e, in ogni caso, avrebbe posseduto rilevanti chances di essere individuata quale soggetto a cui assegnare l’incarico”. Tenuto conto delle “plurime esperienze professionali e formative nell’ambito sociale in primis, e sanitario poi, che la dott.ssa Del Principe può vantare”.