L’AQUILA – La Regione Abruzzo, con delibera di giunta, ha deciso di risarcire con oltre 700mila euro previsti dalla sentenza di appello, che fu pubblicata in esclusiva da Abruzzoweb, la famiglia del portiere dello stabile della Casa dello Studente, deceduto sotto le macerie a soli 24 anni, insieme ad altri 7 ragazzi, a causa del sisma del 6 aprile 2009 che devastò L’Aquila. Il giovane, con grande coraggio, rimase nello stabile a supportare gli amici spaventatati per le scosse, ma avrebbe potuto andare via e non lo fece.
La Regione era stata condannata a pagare in quanto titolare dell’immobile che evidentemente aveva probemi costruttivi mai sanati. Tra l’altro, trattandosi di una sentenza civile, sotto il profilo tecnico il saldo ci sarebbe dovuto essere già dopo la sentenza di primo grado visto che si tratta di pronunce immediatamente esecutive. E, nelle more, le parti lese tramite l’avvocato Simona Fiorenza stavano ipotizzando azioni esecutive ora superate dagli eventi. Non certo per ingordigia, visto che nessuno ridarà loro il figlio, ma per una sana questione di principio.
Si tratta di un debito riconosciuto tra quelli fuori bilancio. “Nell’ambito del contenzioso di che trattasi la Regione Abruzzo, pur riuscendo ad ottenere, in secondo grado, una sensibile riduzione degli importi nelle condanne pronunciate in favore delle zie della vittima”, si legge nell’atto regionale presente sul sito dell’ente, “alle quali il giudice in primo grado aveva riconosciuto un rilevante danno da perdita del rapporto parentale, ha, tuttavia, visto confermata la sentenza resa dal giudice di prime cure circa l’impossibilità di escludere la responsabilità oggettiva dell’Ente, quale proprietario dell’edificio, ex art.2053 c.c., rubricato “Rovina di edificio”, a mente del quale: “Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione”, prova liberatoria che non è stata possibile produrre in giudizio, con conseguente conferma della condanna solidale di tutti i soggetti ritenuti corresponsabili del crollo, tra i quali la Regione Abruzzo, al risarcimento integrale in favore dei danneggiati, ammontante ad Euro 708.796,95”.
“La presente proposta di DGR origina da un duplice ordine di motivi. Se per un verso, infatti, è necessario dare, quanto più rapidamente possibile, esecuzione alle sentenza in interesse, scongiurando l’incremento di spesa derivantedall’ulteriore maturare di interessi su somme, quale quella previste nella fattispecie de qua, di rilevante entità, e ciò al fine di limitare, per quanto possibile, aggiuntivi gravosi esborsi che riverserebbero in danno alle cassedell’Amministrazione, dall’altro si rende altrettanto, se non di più, necessario, ristabilire il rapporto di collaborazione tra cittadino e P.A”.
“Appare evidente”, conclude l’atto, “infatti come, in circostanze di particolare drammaticità, quali quelle originate dal sisma del 2009,sia doveroso rispondere alle aspettative della collettività imprimendo, quanto più possibile, all’agere amministrativo,i crismi del c.d. “valore pubblico”, inteso quale miglioramento del livello di “benessere sociale” avvertito dalla comunità amministrata, parametrato in base alla capacità dell’Ente di coltivare e trasmettere i propri valori intangibili ma essenziali, quali la capacità organizzativa, le competenze delle sue risorse umane, la rete di relazioni interne ed esterne, ma soprattutto la capacità di “leggere” il proprio territorio, fornendo risposte adeguate e scongiurando l’erosione della fiducia dell’amministrato nell’Amministrazione di riferimento, a causa di scarsa trasparenza ed eccesso di burocratizzazione da parte dell’Ente pubblico!”.




