L’AQUILA – Un incontro per accelerare l’iter e definire gli ultimi aspetti della progettazione per permettere un rapido avvio dei lavori e restituire alla città dell’Aquila un prestigioso punto di riferimento.
Il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, ha indetto, lo scorso 12 luglio, un incontro per verificare lo stato di avanzamento degli interventi di adeguamento dell’edificio di Corso Vittorio Emanuele, Via Patini e Via Sallustio, meglio conosciuto come Convitto Nazionale “Cotugno” e stabilire un cronoprogramma sui tempi per consentire il pieno e funzionale riutilizzo dei locali, in parte di proprietà della Provincia dell’Aquila (Biblioteca e Convitto Nazionale).
Per i lavori di adeguamento statico sono stati stanziati 42 milioni di euro, finanziamento Cipe, con un primo stralcio pari a 22 milioni di euro, il cui progetto esecutivo risulta già approvato a cui seguirà presto l’appalto e un secondo di 20 milioni la cui progettazione definitiva è in itinere a cui seguirà l’appalto della progettazione esecutiva.
Presenti all’incontro il responsabile del Provveditorato Interregionale per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, Gennaro Di Maio, accompagnato dagli architetti Maurizio D’Antonio, Federica Vinciguerra, il geometra Amleto Gianneramo, il responsabile dell’Ufficio Scolastico regionale, Antonella Tozza e il responsabile del convitto nazionale, Serenella Ottaviano.
Il recupero funzionale dell’immobile, nel pieno centro storico della città, si legge in una nota, “è considerato da parte di questo governo, una priorità indifferibile che consentirà, innanzitutto, di restituire agli studenti che scelgono questa città per studiare l’ala destinata a convitto. L’attenzione e la sensibilità per questo importante edificio storico, è stata, nella stessa mattinata, oggetto di confronto nel Consiglio provinciale che ha approvato una mozione, a firma dei consiglieri Fabio Camilli e Vincenzo Calvisi, atta a promuovere ogni iniziativa utile alla tutela del Convitto Cotugno ed attivare un confronto con Enti pubblici e associazioni sull’utilizzazione e destinazione degli immobili ex sede Convitto e biblioteca Provinciale, impegnando il Presidente all’apertura di un tavolo”.
“Sono convinto – dichiara Caruso – che questo segmento urbano, cuore storico delle attività culturali, economiche e sociali debba rappresentare l’emblema della rinascita e punto di partenza di una città nuova, che conferma la sua innata capacità di saper sviluppare nuove idee e progetti per le future generazioni e noi, amministratori di questo patrimonio, abbiamo la responsabilità di sollecitare questa nuova fase di rinnovamento”.






