L’AQUILA – Il contributo arriva a passo di lumaca a causa delle lungaggini burocratiche della filiera nella ricostruzione post sisma 2009 e il Comune dell’Aquila abbandona la lite con la richiedente, per oltre 40 mila euro, e con delibera di giunta, decide di transare per evitare esborsi maggiori dopo la sentenza del Consiglio di Stato.
La decisione arriva a 13 anni dalla richiesta dei fondi. La filiera in questione era la ben nota Fintecna, Cineas e Reluis mentre l’edificio danneggiato è in via Persichetti.
La richiedente, una commerciante, ha vinto la causa al Consiglio di Stato che ha così stabilito: “va risarcito il danno per ‘il costo per il fitto della nuova sede’, pari ad euro 1.315,56 mensili, compresivi di oneri condominiali, che, moltiplicati per i 25 mesi di ritardo, ammontano ad euro 32.889, 75, a cui va sommato il costo per spese di trasloco pari ad euro 4.840,00. Nulla va disposto per ‘il costo per l’ammortamento di beni aziendali’ o per il ‘costo per deposito e stoccaggio delle merci e del mobilio’ stante il difetto di prova (es. fatture, ricevute ecc.) da parte dell’appellante”.
Ma i legali della ricorreante hanno notato che il Consiglio di Stato ha dimenticato di attribuire a lei altre somme e il Comune lo ha perfettamente intuito e vuole bloccare sul nascere un ulteriore ricorso che vedrebbe l’ente ancora perdente.
“Ritenuto”, si legge nell’atto comunale, “che l’azione di revocazione della sentenza n. 3568/2025 preannunciata dalla parte avrebbe fondate probabilità di accoglimento in relazione e che, ove proposta e, verisimilmente, accolta, la preannunziata domanda di revocazione avrebbe costi cospicui per il Comune soccombente, aggiuntivi a quelli già dovuti sopportare per fatto ascrivibile alla c.d. “filiera”, si delibera di autorizzare la transazione tra il Comune dell’Aquila e la ricorrente nei termini espressi in premessa”.






