L’AQUILA – “Evitare ogni qualsivoglia azione tesa a depotenziare l’attività, l’azione e il prestigio dell’assessorato alle Opere pubbliche, che ha sede nel capoluogo abruzzese”.

Questo l’impegno che si è assunto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, a seguito dell’approvazione dell’ordine del giorno aprrovato in tada mattinata in Consiglio comunale. Il documento è passato all’unanimità , con 24 voti favorevoli su altrettanti presenti, presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio De Matteis, e prendeva spunto dalle notizie relative alla riorganizzazione delle strutture amministrative del settore Opere pubbliche della Regione Abruzzo. “Tale proposta formulata dalla Giunta Regionale – è scritto nel documento – presenta numerosi lati oscuri”.

A gettare acqua sul fuoco ieri sera è stato però il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, partito democratico, annunciando che la giunta regionale ha approvato una delibera che “chiarisce una volta per tutte la questione della riorganizzazione degli uffici regionali, che tante polemiche e preoccupazioni aveva suscitato nei giorni scorsi”. Pietrucci la scorsa settimana aveva minacciato di “ribaltare i tavoli” qualora si fosse verificato un trasferimento degli uffici dall’Aquila a Pescara. “Non c’è nessuno scippo né spoliazione, anzi, con la scelta di collocare il centro decisionale del Genio civile all’Aquila viene stabilito quello che ci è dovuto dalla storia, a dispetto delle  annuncerò in questo senso importanti e positive novità: è giusta l’attenzione ma non vanno suscitati allarmismi ingiustificati. Se servisse, sarei il primo assieme al sindaco dell’Aquila a chiamare la città alla mobilitazione”.

Rassicurazioni che non hanno fatto breccia nel consiglio comunale,nemmeno nella minoranza di centrosinsitra.
 
“I sindacati Cgil, Cisl, Uil regionali – si legge nell’ordine del giorno – lo scorso primo giugno hanno formalmente diffidato la Giunta Regionale affinché attivi il necessario confronto sindacale, finora mancato, e rispetti le procedure previste per legge. La proposta della Giunta Regionale appare pertanto non essere suffragata da adeguate motivazioni”.

Di qui la richiesta al Sindaco di “porre in essere le opportune azioni politico-amministrative” affinché non venga svilito il ruolo delle Opere pubbliche regionale.

Nel corso della seduta il consigliere De Matteis ha spiegato come il riferimento sia, in particolare, agli uffici decentrati del Genio Civile, al momento incardinati nello stesso dipartimento delle Opere pubbliche e che, in base alla proposta della Regione, rimarrebbero all’Aquila ma dovrebbero passare alle dipendenze del dipartimento dei Trasporti.

L’ordine del giorno è stato emendato con due proposte.

La prima “impegna il Sindaco della città dell’Aquila, in virtù dell’immane patrimonio immobiliare pubblico, a creare una task force con la Regione Abruzzo per sopperire alle problematiche logistiche degli uffici regionali pescaresi, oggi alle prese anche con l’inagibilità della sede principale di viale Bovio, così da evitare ai cittadini abruzzesi la spesa di oltre 40 milioni di euro per la locazione con acquisto dell’immobile “City” presso la città di Pescara”.

Questo emendamento ha avuto come primi firmatari Paolo Romano (Il Passo Possibile) e De Matteis, che sono stati i primi firmatari anche dell’altro emendamento all’ordine del giorno principale.

Quest’ultimo, che è stato proposto dal sindaco Pierluigi Biondi, aggiunge alla questione della riorganizzazione delle strutture amministrative della Regione anche la circostanza “del declassamento dell’Ufficio Dogane dell’Aquila, dove permarrebbe la sezione operativa territoriale, ma la cui posizione dirigenziale sarebbe sottoposta alla sede della città di Pescara”.

Secondo il documento “l’ipotesi di declassamento dell’Ufficio Dogane dell’Aquila contrasta con la volontà espressa dal direttore regionale Lazio-Abruzzo della stessa struttura, che prospettava un aumento delle competenze territoriali degli uffici aquilani. Gli stessi sindacati Cgil, Cisl e Uil, in diverse assemblee, hanno manifestato preoccupazione per l’annunciato declassamento e conseguentemente depauperamento dei compiti dell’Ufficio Dogane e Monopoli dell’Aquila, contrapponendosi all’ipotesi di riorganizzazione del centro decisionale, che verrebbe totalmente concentrato a Pescara”.

Con tale emendamento viene poi precisato che “la scelta di declassare l’Ufficio Dogane dell’Aquila sembrerebbe essere una volontà politica propensa a premiare alcuni territori a discapito di altri”, e viene impegnato il sindaco a difendere anche in questo caso, come in quello del settore Opere pubbliche della Regione, il prestigio dell’Ufficio Dogane dell’Aquila, con l’ulteriore impegno “di verificare, qualora ci fosse l’opportunità, la presenza di eventuali sedi disponibili a ospitare la struttura in questione”.

Questa proposta è scaturita in seguito all’intervento in Aula del coordinatore regionale dell’Unione dei Sindacati autonomi (Unsa), Roberto Sansonetto, che ha spiegato come la direzione centrale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbia deciso di effettuare una riorganizzazione delle strutture decentrate, sopprimendo la qualifica dirigenziale dell’ufficio aquilano e riducendolo a sezione operativa territoriale. Sansonetto, che ha sostenuto l’importanza della permanenza di due sedi dirigenziali in Abruzzo, una all’Aquila e una a Pescara, ha inoltre sottolineato come nella direzione territoriale Abruzzo e Lazio, a fronte del declassamento della struttura aquilana, sia stata prevista la costituzione di due nuovi uffici nel Lazio.

A inizio seduta, il Presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari, ha sottolineato che l’invito alla riunione consiliare aperta di oggi erano stati invitati il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il vice Presidente, Giovanni Lolli, e il consigliere regionale Pietrucci. “D’Alfonso aveva reso noto che non sarebbe stato presente ai lavori, mentre non abbiamo avuto comunicazioni da parte di Lolli e Pietrucci”.

Erano presenti in aula, su invito della presidenza del Consiglio comunale, alcuni rappresentanti sindacali.

Per tutti è intervenuto durante la seduta Umberto Trasatti (Cgil), che ha ricordato come nella diffida inoltrata lo scorso primo giugno alla Regione da Cgil, Cisl e Uil (l’Ugl ne ha prodotta un’altra autonomamente), viene osservato che il nuovo contratto nazionale di lavoro delle funzioni locali, entrato in vigore lo scorso 22 maggio, prevede che, su scelte come la riorganizzazione degli uffici regionali, debba esserci il confronto con le sigle sindacali.

“A tal proposito – ha detto Trasatti – siamo ancora in attesa della convocazione dell’organismo paritetico, contrattualmente previsto”.

In una nota il sindacato Ugl ha spiegato che “la riformulazione dell’assetto organizzativo del Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche ambientali con sede a L’Aquila che verrebbe rinominato Dipartimento Governo del Territorio e Politiche Ambientali e, dunque, già nella denominazione verrebbe a perdere la dicitura “opere pubbliche”, di fatto, comporterà il trasferimento di quattro servizi del con sede a L’Aquila sotto i portici di S. Bernardino, sotto la direzione del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Mobilità e Logistica con sede al Viale Bovio a Pescara. Il Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche Ambientali passerebbe, in concreto, da 15 a 9 servizi”.

“Non si tratta di trasferimento – spiega l’Ugl – del personale o di sedi lavorative ma una cosa è certa, verranno sottratte competenze dal Dipartimento Aquilano per attribuirle a quello pescarese. Cambieranno i centri decisionali e politici e ciò, in prospettiva, renderà senz’altro rischioso che uffici e personale vengano successivamente trasferiti per razionalizzare il lavoro intorno al “centro decisionale. La riorganizzazione che si intende attuare non apporterebbe, di fatto, il benché minimo beneficio organizzativo o amministrativo, anzi, al contrario, comprometterebbe la funzionalità dii servizi ben amalgamati tra loro”.

“L’operazione sembra essere esclusivamente un mero atto di sciacallaggio volto a salvaguardare esclusivamente gli interessi della popolazione residente nell’interland pescarese, attuata persino in spregio allo Statuto Regionale che all’art. 43 testualmente recita: ‘le direzioni della Giunta hanno sede a L’Aquila e Pescara e conservano l’attuale articolazione territoriale’. Il tutto lascia naturalmente intendere la volontà degli amministratori di questa Regione di depauperare e delegittimare il ruolo che L’Aquila riveste dal 1971”, conclude la nota.

 Esprime soddisfazione il consgliere De Matteis per l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno che porta la sua firma.

“E’ chiarissimo il contrasto emerso oggi nell’Aula del Consiglio comunale dell’Aquila, in ordine alle problematiche sollevate sulla riorganizzazione degli uffici regionali e della paventata ipotesi di ridurre il “peso” del settore Opere pubbliche della Regione stessa, che ha sede all’Aquila. La Regione Abruzzo era clamorosamente assente in tutte le sue componenti: non c’erano gli amministratori invitati, ma nemmeno è stato delegato qualche dirigente o funzionario a spiegare la situazione. Una mancanza di rispetto nei confronti dell’Assemblea civica del capoluogo d’Abruzzo di una gravità inaudita. D’altro canto, c’è stata la piena convergenza tra le varie forze del Consiglio comunale con i sindacati”.

“Un dato rilevante, perché l’azione a difesa della funzionalità e del prestigio delle Opere pubbliche regionali non assume solo un risvolto politico, ma anche di difesa dell’operatività degli uffici e dei lavoratori. La Regione deve riflettere su questa situazione e non arroccarsi su posizioni insostenibili e per di più contrarie alle norme. Sembra che il progetto della Giunta regionale si sia arenato, ma né il Consiglio comunale dell’Aquila né i Sindacati abbasseranno la guardia e vigileranno costantemente affinché quella sciagurata proposta non abbia seguito”, aggiunge l’esponente Fdi.

“Altro elemento importante, emerso durante la discussione odierna, è l’assoluta mancanza di aspetti campanilistici nell’iniziativa consiliare. Qui siamo di fronte a un dipartimento di importanza strategica, come le Opere pubbliche (che al suo interno ha il governo del territorio, la protezione civile, gli uffici del Genio civile e tante altre funzioni fondamentali) che rischia un vero e proprio depauperamento, con riflessi negativi per tutta la regione. Per di più, la Regione – come hanno ricordato le organizzazioni dei lavoratori – deve indire un tavolo di concertazione con i Sindacati prima di assumere qualsiasi tipo di decisione in materia. Vanno rispettate le norme e questo aspetto non è stato curato dalla Giunta regionale. Questo pretendiamo e su questi punti continueremo a batterci”, conclude De Matteis.