L’AQUILA – “Ho ricevuto dal Consiglio territoriale di partecipazione 10 (Paganica) una richiesta finalizzata all’applicazione dell’articolo 4 del Regolamento che disciplina i Consigli territoriali, relativo alla nomina del consigliere comunale con il compito di affiancare il presidente.

La richiesta reca la firma della vice presidente Viola Rotellini e dei consiglieri Camilla Centi, Angela Cocciolone, Rodolfo Ferella, Stefano Innocenzi, Patrizia Olivieri, Fernanda Tramontelli, Serena Troiani e Luca Volpe“.

Lo dice il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Carlo Benedetti, che spiega come nella richiesta “si richiede altresì di intensificare i rapporti con il Consiglio comunale e con le Commissioni consiliari, anche ai fini di eventuali modifiche al Regolamento comunale volte a ottimizzare il funzionamento dei Consigli territoriali”.

“I consiglieri e la vice presidente lamentano gravi difficoltà organizzative in ragione della mancata nomina del consigliere comunale da affiancare all’organismo, di cui ricordo la valenza ai fini di una concreta partecipazione all’attività amministrativa”, aggiunge.

“Ritengo che si tratti di un passaggio opportuno e necessario poiché deve sussistere una simbiosi ed una stretta collaborazione con il Consiglio comunale. Ho pertanto inoltrato una formale richiesta al sindaco, cui spetta la nomina, ritenendo di dover rappresentare e caldeggiare un’esigenza importante e condivisibile”, conclude Benedetti.

Ma ai consiglieri del Ctp arriva la stoccatina della presidente Sara Cecala, per la quale “appare quantomeno singolare che coloro i quali lamentano al presidente del Consiglio ‘gravi difficoltà organizzative causate dalla mancata nomina del consigliere comunale da affiancare all’organismo’ siano gli stessi che, con estrema disinvoltura, disertano le riunioni consiliari (si precisa che avvisati per tempo, forniscono per iscritto la loro adesione e poi risultano assenti, sic!)”.

“Viceversa – spiega la Cecala – nei casi di presenza si mostrano, tuttavia, poco coinvolti nelle tematiche in discussione palesando una tangibile inerzia circa i molteplici problemi della collettività”.

“I consiglieri che oggi invitano al rispetto del Regolamento – aggiunge la presidente che a supporto delle sue tesi fornisce i dati delle presenze dei consiglieri alle sedute – sono i medesimi che lo ignorano (per usare un eufemismo) visto che in spregio all’articolo 4 procedono autonomamente a depositare istanze di accesso agli atti, intrattengono rapporti con le istituzioni e gli uffici, senza nemmeno, come buona creanza imporrebbe, rendere edotta la loro presidente”.