L’AQUILA – Un passo falso gli è costato l’arresto. È successo al pluripregiudicato di etnia rom Armando Morelli, di 59 anni, nato ad Avezzano ma residente all’Aquila, in località San Gregorio.

Tutto è accaduto ieri mattina, quando un uomo è stato segnalato da un passante alla Polizia dell’Aquila mentre si trovava sulla strada statale 80, a Preturo, intento a scendere da un’auto per gettare in una scarpata una borsa bianca da donna. Dal numero di targa sono risaliti al malvivente, messo, ora, agli arresti domiciliari.

Gli agenti della squadra Mobile, intervenuti sul posto, hanno recuperato la borsa, dove c’erano gli effetti personali e un portafogli privo di denaro, un cellulare acceso e due carte d’identità intestate a due aquilani, marito e moglie, i quali hanno spiegato di essere stati derubati della borsa che si trovava custodita nella loro autovettura, poco prima, intorno alle 11.30, in zona San Vittorino.

Morelli, però, da sempre dedito a questi furti, era solo l’intestatario dell’auto segnalata.

Per rintracciarlo, quindi, le forze dell’ordine hanno deciso di concentrare le ricerche nei pressi dei luoghi da lui solitamente frequentati, rinvenendo l’automobile segnalata in località Monticchio, nel piazzale antistante le palazzine Ater. Ma di lui nessuna traccia.

L’auto, sulla quale probabilmente si spostava Morelli per commettere i reati, è stata sequestrata e, per farlo uscire allo scoperto è stato comunicato ai vicini che  veniva rimossa perché in divieto di sosta. Proprio all’arrivo del carrattrezzi in Questura è sopraggiunto anche il ricercato, per chiedere spiegazioni dell’accaduto.

L’uomo è stato chiaramente riconosciuto dalle autorità e arrestato per il reato di furto aggravato in concorso, ma non il suo complice, ossia colui che era sceso dalla macchina per abbandonare la borsa trafugata, ancora da identificare.

L’ammontare del denaro derubato è di 50 euro.

Morelli, anche sulla base delle pregresse indagini è ritenuto soggetto dalla spiccata pericolosità sociale perché dedito a numerosi reati. Ha collezionato furti di auto e denaro e speso monete false, tra l’Abruzzo e il Lazio fin dal 1986.

L’anno scorso infine, dalla Mobile dell’Aquila è stato denunciato dall’autorità giudiziaria poiché ritenuto responsabile di ben 17 furti, tutti della stessa natura e tutti eseguiti con analoghe modalità.

Il pubblico ministero David Mancini ha disposto gli arresti domiciliari.