L’AQUILA – Nuove lettere del Comune ai residenti dei Moduli abitativi provvisori che non si sono ancora messi in regola con il pagamento delle spese comuni, le cosiddette tasse condominiali che gli assegnatari dei Map si rifiutano di pagare perché come ascensori e cura del verde.
Gli uffici comunali correggono il tiro, con la specifica dei servizi da saldare e sollecita nuovamente i morosi al pagamento delle spese comuni, pena la revoca dell’alloggio.
Non più manutenzione di ascensori, che di fatto non sono presenti negli insediamenti Map, né quella del verde pubblico, ma come si legge nella lettera a firma della dirigente del settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio Enrica De Paulis “spese per interventi effettuati o ancora da effettuare, come intasamento di reti fognarie, infiltrazioni d’acqua, impermeabilizzazione tetti e altri interventi di manutenzione ordinaria; ma anche illuminazione delle parti comuni (laddove ce ne fossero) e costi indiretti delle attività amministrativa e contabile”.
Una missiva che tuttavia non va incontro alle speranze degli assegnatari di poter pagare meno: le cifre infatti resteranno quelle stabilite di 60 centesimi al metro quadrato.
Sono molti i morosi delle spese condominiali che si sono visti recapitare i bollettini per il periodo che va dal 1 aprile al 30 giugno e che a oggi non hanno alcuna intenzione di saldare.
I residenti dei Map di Bazzano, invece, circa 40 famiglie, si dicono disposti a farlo !a patto che quei servizi vengano realmente erogati” e invitano il sindaco, Massimo Cialente, ad andare a vedere di persona “quali siano i problemi dell’insediamento”.
“Vogliamo pagare ma solo se verranno qui a realizzare la manutenzione necessaria – afferma Riccardo Turco, assegnatario di un alloggio Map di Bazzano – Potrebbero iniziare col sistemare le guaine dei tetti e riverniciare i legni delle case che con gli anni si sono scrostati e stanno cadendo a pezzi”.
“Il giorno della scadenza del bollettino ho inviato una raccomandata tramite pec al sindaco e all’ufficio e ho chiesto dettagliatamente la specifica delle voci e della cifra di 60 centesimi,ma nessuno ha mai risposto – spiega Renzo Tarquini – Secondo loro dovremmo saldare anticipatamente un canone per servizi che non sono stati ancora erogati e che forse erogheranno”.
“Vorremmo capire come vengono ripartiti questi costi di 60 centesimi a metro quadrato – aggiunge – Forse stiamo pagando per manutenzioni fatte altrove, ma non qui, dove non è mai venuto nessuno”.





