L’AQUILA – “La percezione di insicurezza dei cittadini dell’Aquila non è fondata su elementi oggettivi, l’esplosione dei furti una fandonia nei termini in cui se ne parla”.
Così ha voluto rassicurare i cittadini il questore del capoluogo, Giovanni Pinto, che ha chiesto di incontrare i cronisti per fare il punto sulla situazione della sicurezza in città.
Rassicurazioni, le sue, suffragate da dati statistici, ma che stridono, e su questo il questore non obietta, con il senso comune della popolazione che legge di casi di cronaca quasi tutti i giorni, si interroga e dubita.
Il questore ha infatti citato numerosi titoli di AbruzzoWeb, “L’Aquila come il Bronx” dopo un pestaggio, “La città del furto di rame” per le sparizioni del metallo rosso, che in 3 mesi del 2013 hanno già raggiunto i casi di tutto l’anno scorso, “Ronde contro i furti in casa” organizzate da parte di cittadini esasperati sopratutto nel circondario.
“Questa città non è il Bronx, i furti ci sono ma abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo – ha spiegato Pinto – I poliziotti aggregati, passati da 82 a 20, è normale che non ci siano più, perché dopo 4 anni l’emergenza è finita, mentre il fenomeno delle ronde sta scemando”.
I dati citati dal questore meritano considerazione anche se bisogna sottolineare che si tratta di statistiche provinciali e non legate al solo territorio comunale aquilano, peraltro estesissimo, “466 chilometri quadrati, con 19 nuclei del progetto C.a.s.e. e 1.453 map”.
Tra le contromisure citate, specifici progetti di controllo e anche la proposta al Comune dell’Aquila di istituire una delega alla Sicurezza. Chissà se troverà sponda nel sindaco Massimo Cialente, che qualche mese fa, quando furono rubati documenti dentro la sede dell’azienda comunale Asm, parlando di telecamere sbottò: “l’ordine pubblico è un problema del questore e del prefetto, non del Comune”.
“L’esplosione dei furti quest’anno è la più grossa fandonia che si possa dire – ha sbottato il questore – Non voglio buttare acqua sul fuoco, ma non è in quei termini”.
I numeri sono dalla parte di Pinto. I furti in provincia dell’Aquila sono stati 775 nel 2009, 963 nel 2010, 1.255 nel 2011, 1.276 nel 2012. Nel 2007, però, erano 1.350. Quanto ai furti in abitazione si è passati da 105 (2009), a 274 (2010), a 391 (2011), a 348 (2012).
I dati del 2013 sono ancora ‘ufficiosi’, legati agli interventi delle volanti. Comunque si parla di 54 furti di cui 36 in abitazione a gennaio, 48 e 31 febbraio, 36 e 30 marzo e infine 25 e17 al 29 aprile, con un netto calo nell’ultimo mese, quindi.
Secondo il questore, “continua a esserci una facilità predatoria che non sarà più possibile quando le case saranno presidiate. È una mia convinzione personale – ha assicurato – il controllo sociale aumenterà e sarà più difficile mettere a segno furti”.
E la variante specifica dei furti di rame? Nel primo trimestre 2013 sono 21, come tutto il 2012, mentre nel 2011 le denunce furono 9, ha snocciolato Pinto che ha ammesso “una lievitazione”.
Il questore è poi passato a esaminare penurie e criticità della struttura che dirige.
“Che manchi la benzina è una fantasia assoluta, sono leggende metropolitane – ha assicurato – La Polizia non ha mai sofferto di mancanza di carburante e autoveicoli, l’unica penuria è la mancanza di personale e il progressivo invecchiamento di quello che c’è per la mancanza di turnover”.
Manco a dirlo, il caso sempre aperto dei poliziotti aggregati dopo il terremoto del 6 aprile. “A fine 2009 avevamo 82 aggregati e 50 al giorno di reparto mobile che presidiavano la città. Siamo scesi da 82 a 72 quindi a 36 e infine a 20. Ma non potevamo continuare così, L’Aquila è tornata tra le normali questure con problemi di organico”.
Per il futuro non si punta a mantenere gli aggregati, come chiedono per esempio i sindacati di Polizia: “Meglio avere nuovi effettivi in pianta stabile piuttosto che persone volatili che sanno che non dovranno lavorare qui”, ha fatto notare Pinto, ma i tempi di queste integrazioni al momento non sono noti.
Il questore è poi passato a snocciolare che cosa si è fatto per arginare l’insicurezza vera o presunta, “abbiamo messo in campo tutto quello che poteva essere messo in campo”.
Inoltre, “abbiamo rifatto il Piano di controllo coordinato del territorio e proposto un progetto di Piano provinciale per i furti. C’è anche uno studio di viabilità, luoghi di controlli congiunti con carabinieri e municipale per fermare i ‘trasfertisti’ che vengono qui a fare furti e vanno via”.
Tra le proposte, “due iniziative con il Comune dell’Aquila: primo, il suggerimento di attribuire a un assessore una delega per la sicurezza. Betty Leone ha la delega alla Viabilità, si tratta di fare un salto di qualità e diventare punto d riferimento per i cittadini”.
E poi l’ipotesi di “designare nell’ambito dei quartieri e dei nuclei C.a.s.e. referenti locali per avere un faccia a faccia e conoscere meglio determinate realtà”.
Infine, la questione ronde. “Sono vere ma i furti in quei 6 Comuni sono stati 13 quest’anno. Comunque ho chiesto un incontro con 3 dei 6 sindaci, quelli di Cagnano, Barete e Pizzoli. Un discorso interessante, e abbiamo chiesto l’intervento reparto Prevenzione crimine e avviate intese concrete. Nel mese di maggio ci saranno servizi straordinari due o tre volte alla settimana”.





