L’AQUILA – “La Perdonanza si farà. Dobbiamo stabilire se sarà possibile ricevere l’indulgenza plenaria fuori dalla Basilica e in che modo o se invece bisogna entrare comunque anche se non dalla Porta Santa, la cui apertura sarà comunque assicurata. In tal senso sarà l’ufficio liturgico della curia dell’Aquila a dover decidere, anche attraverso contatti con il Vaticano, peraltro già avviati”.

Così l’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, vice presidente del Comitato Perdonanza, sull’evento istituito da papa Celestino V nel 1294 che si svolge all’Aquila nell’ultima settimana di agosto, nel corso del quale viene assicurata l’indulgenza plenaria ai fedeli che oltrepassano la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

La Festa aquilana, giunta alla 719ª edizione, era stata messa in forse dalla chiusura per motivi di sicurezza della basilica di Collemaggio in seguito a uno studio dell’Università dell’Aquila e del Politecnico di Milano dal quale è emerso il pericolo di crolli in caso di una forte scossa. Questo, nonostante la Basilica negli spazi non completamente distrutti sia stata messa in sicurezza.

Proprio oggi il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha firmato l’ordinanza di chiusura, essendoci bisogno di ulteriori controlli alla luce di “un concreto e attuale pericolo per la pubblica e privata incolumità, in quanto lo stato attuale comporta il pericolo di collasso”.

“Sulle iniziative religiose è competente l’ufficio liturgico, noi garantiremo la sicurezza”, spiega ancora Moroni, che anticipa decisioni già assunte: “È già chiaro che la messa verrà celebrata all’aperto di fronte alla Basilica, così come tutte le manifestazioni e gli appuntamenti religiosi. Gli eventi culturali previsti nella Basilica saranno spostati in altri spazi. Ci attrezzeremo con un impegno in più come Comitato per garantire che tutto possa essere svolto all’esterno”.

In tal senso, l’assessore ravvisa “problematiche legate non solo all’eventualità di una giornata molto calda ma anche di una piovosa. Faremo in modo di garantire meno disagi possibili – promette – ma sarà difficile garantire una copertura a 3 o 4 mila fedeli, credo ci si dovrà attrezzare con gli ombrelli”.

In riferimento all’indulgenza, è al vaglio la verifica di poterla ricevere dall’esterno davanti alla porta Santa aperta, oppure facendo entrare i fedeli da un ingresso della Basilica nel quale si è fatto un nuovo intervento di messa in sicurezza.

Nel pomeriggio c’è stato un sopralluogo all’edificio sacro da parte dello stesso Moroni e dei componenti dell’ufficio liturgico della Curia, successivamente si è svolta una riunione del Comitato Perdonanza.

Secondo quanto si è appreso, non sono state assunte ancora decisioni ufficiali.

Il costo preventivato per l’evento, sia per la parte religiosa che ludica, è di circa 190 mila euro, alla quale vanno aggiunti gli imprevisti legati alla chiusura, soprattutto in riferimento alle infrastrutture da installare di fronte alla chiesa.

Il budget in particolare è stato stanziato dal Comune (80 mila euro), dalla Regione Abruzzo (80 mila), dalla Fondazione Carispaq (20 mila) e dall’Associazione costruttori Ance (10 mila). “Altri 15 mila euro sono stati promessi dalla Provincia dell’Aquila, ma mancano ancora atti ufficiali”, fa notare Moroni.

I quattrini sono stati accumulati in una contabilità nuova rispetto alle gestioni passate. “Per quanto riguarda il pregresso – conclude – ho sbloccato questioni burocratiche che impedivano il pagamento di 70 mila euro di vecchi debiti ai fornitori”.

LA CHIUSURA

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha firmato stamane l’ordinanza di chiusura della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, sede dell’annuale giubileo aquilano della Perdonanza Celestiniana, che si ripete da 719 anni.

Nel provvedimento, nel ripercorrere leggi e provvedimenti relativi al post-sisma, il primo cittadino mette in evidenza lo studio dell’Università dell’Aquila dal quale si evince “il rilevamento di gravi e diffusi distacchi tra i paramenti murari della facciata Nord (Porta Santa) nonché delle pareti di navata”.

“Sul supporto delle indicazioni fornite – si legge nell’ordinanza – si ritiene opportuno interdire l’accesso alla Basilica al fine di effettuare ulteriori e più approfonditi controlli e manutenzione dei presìdi di puntellamento”.

Essendoci “un concreto e attuale pericolo per la pubblica e privata incolumità, in quanto lo stato attuale comporta il pericolo di collasso”, il sindaco ordina la “immediata chiusura” dell’edificio costruito per volere di Papa Celestino V, aspettando “l’avvio dei lavori di riparazione e ristrutturazione” che saranno finanziati dall’Eni.

In tal senso il prossimo 29 agosto l’amministratore delegato Paolo Scaroni sarà in città per la ratifica dell’accordo.

La “chicca” è che l’ordinanza del primo cittadino che dispone la chiusura presenta nell’angolo in basso a destra della carta intestata proprio il celebre rosone di Collemaggio.

L’ORDINANZA (Pdf, 390 Kb)