L’AQUILA – “L’intervento delle volanti è stato tempestivo ma c’è stato un ritardo nella predisposizione dei servizi investigativi”, subito dopo l’assalto agli uffici della Sodifa all’Aquila, dai quali cinque banditi armati hanno portato via ieri 70mila euro, frutto degli incassi dello scorso fine settimana, prima di dileguarsi nelle campagne.

Il sindacato di polizia Coisp torna a denunciare “carenza di uomini e mezzi”, alla quale oggi si aggiunge una “cattiva gestione delle risorse umane alla questura del capoluogo, confermata dal fatto che alla squadra Volanti sono stati sottratti altri 10 agenti, aggregati ad altri uffici per passare ad attività burocratica, e rimpiazzati solo con due unità”.

Il commissariato di Avezzano, spiega Santino Li Calzi, “ha perso 10 agenti, alcuni mandati all’Aquila e altri alla Stradale avendo superato il concorso da sottufficiale, anche in quel caso non rimpiazzati”.

“All’Aquila l’organico è quello previsto dalla legge ed è invariato rispetto al passato – puntualizza Li Calzi – è la ripartizione interna che non segue un criterio ottimale con alcuni uffici sovradimensionati e altri carenti di agenti, con uno squilibrio a favore degli uffici”.

Con il risultato che “il controllo del territorio risulta carente”, visto che ad esempio “di notte, quando avvengono i reati predatori, c’è spesso una sola pattuglia in giro”.

Indice puntato anche contro i posti di controllo, che vengono effettuati sempre nei pressi del casello autostradale dell’Aquila ovest e che rischiano di distogliere l’attenzione dai fatti criminosi: “ho sempre sostenuto l’inutilità di questi controlli al solo fine statistico in quanto si obbligano i dipendenti a fare delle operazioni che magari non servono tralasciando quel minimo di inziativa o fiuto dei bravi colleghi”.

“È sempre meglio fermare un’auto con 4 pregiudicati a bordo che fermarne 10 o 20 di persone anziane o ragazzi”. Insomma “meglio la qualità che la quantità”.

Tanti o pochi i 40 agenti della squadra Mobile? “Il giusto – dice il sindacalista – ma se sono costretti a stare in ufficio a fare i fascicoli non possono stare in strada…”.

Il Coisp contesta infine la gestione del personale e l’assenza dei vertici della questura. “Non c’è una direzione univoca, il questore è spesso assente e il vicario, in pensione dal primo luglio, già non lo si vede più da un pezzo. Il capo di gabinetto ha la famiglia a 400 chilometri da L’Aquila”. Marco Signori