L’AQUILA – “Sono stato costretto a interrompere i lavori di recinzione che stavo facendo svolgere fuori al mio ufficio perché il circo non ha rispettato i 5 metri di spazio che avevo chiesto”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb un cittadino aquilano, Alessio De Benedictis, il quale ha dovuto fermarsi in attesa della fine della permanenza del circo che è in questi giorni in città, visto che tendone, staff e copiosi furgoni si sono insediati nelle immediate vicinanze, proprio al confine del suo terreno nella zona industriale di Monticchio (L’Aquila).
Ad aggravare la questione, infatti, i camion con i lama e gli altri grandi animali del circo che hanno invaso la zona. Non è passato inosservato, come documentato da AbruzzoWeb, l’elefante al pascolo sul terreno in questione.
“Quando ho chiesto informazioni al consorzio mi è stato detto che loro non ne sapevano nulla e che il permesso non era stato accordato da loro – ha proseguito De Benedictis – stesso discorso per il Comune, quindi non saprei proprio dire da chi possa essere stato dato l’ok se non dal proprietario stesso del terreno, ma dubito che si possa prendere un accordo del genere senza passare per uno di questi due Enti”.
“Ho fatto un esposto inviato sia al Comune che al consorzio per avere spiegazioni – ha aggiunto il cittadino – non vorrei dover richiedere i danni per tutta questa faccenda ma spero che ulteriori problemi non si verifichino anche gli anni prossimi”.
Il cittadino dovrà aspettare una quindicina di giorni prima di riprendere i lavori.
Intanto, con l’arrivo di un circo, innumerevoli e giganti si ripropongono le affissioni color fluo in ogni angolo della città su muri, pensiline delle fermate degli autobus ma anche garage e rimesse di privati.
Affissioni che, però, non presentano alcun timbro o adesivo di autorizzazione e che, in altre parole, sembrerebbero proprio abusive.
Dall’ufficio comunale Pubblicità e pubbliche affissioni non arriva conferma perché non risponde nessuno.
Le autorità rimpallano la responsabilità dei controlli lanciando la palla al dirigente del servizio Tributi Fabrizio Giannangeli, anch’egli però irreperibile da giorni nonostante le telefonate di questo giornale.





